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Politica

LODO ALFANO/ Qual è il vero senso del "mordi e fuggi" di Napolitano?

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D’altra parte, il disegno di legge del lodo Alfano è un disegno di legge costituzionale, con il quale ben si possono precisare, con la procedura rafforzata prevista, i contenuti della Costituzione (tranne le parti ritenute – da parte di alcuni costituzionalisti – irrivedibili).  

Ciò premesso, a fronte di questo limitato effetto giuridico-costituzionale, deve invece sottolinearsi un’altra ben più importante conseguenza, di carattere politico-costituzionale: quella di contribuire ad aggravare ulteriormente, forse in maniera definitiva, il percorso di formazione e di approvazione del lodo costituzionale.

Questo pare l’effetto reale dell’intervento del Presidente della Repubblica (e sotto questo aspetto può cogliersi una sproporzione tra le reali motivazioni della lettera ed i risultati che ad essa sono di fatto conseguenti.

La questione sollevata dal Presidente della Repubblica è proposta per una esigenza di tutela degli equilibri tra gli organi costituzionali (investendo il campo delle prerogative reciproche), ma rischia di essere percepita e strumentalizzata come l’ennesima arma di contrasto politico nei confronti di un provvedimento liquidato a priori come legge ad personam; non solo dall’opposizione (che ha parlato di “mostro giuridico che mira allo stravolgimento delle basi della nostra costituzione repubblicana”, capogruppo PD in Commissione Giustizia alla Camera), ma anche dal gruppo di Fini che – pur dopo aver più volte dichiarato di essere d’accordo con il disegno di legge costituzionale – oggi torna a cavalcare l’onda della censura dicendosi “contrario alla reiterabilità della sospensione per più mandati”.