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SCENARIO/ 1. Folli: lo "sgambetto" di Napolitano costerà caro a Berlusconi

Pubblicazione:martedì 26 ottobre 2010

berlusconi_napolitano2R375.jpg (Foto)

«A pochi giorni dall’intervento del Capo dello Stato il cammino del Lodo Alfano costituzionale sembra davvero compromesso. Separando il proprio destino di Presidente della Repubblica da quello del Presidente del Consiglio, infatti, Napolitano ha inferto un duro colpo allo “scudo”, rimettendo in circolo tutte le riserve che si agitavano in Parlamento. A questo punto, con il clima che si è creato, è difficile immaginare quattro letture parlamentari».

Stefano Folli, intervistato da IlSussidiario.net, non sembra credere a una riforma della giustizia in tempi ragionevoli. «È un nodo complicatissimo, inoltre, dopo la nota di Napolitano, anche Fini ha voluto fare un passo indietro dichiarandosi contrario alla reiterazione e andandosi così ad allineare all’opposizione».

La mossa del Colle, secondo lei, è il frutto di un rapporto politico ormai deteriorato?


Credo che il Presidente della Repubblica non fosse contento di essere affiancato a Berlusconi nella vicenda dello “scudo” e abbia voluto dissociarsi. Al di là delle intenzioni, comunque, quello che non può essere definito soltanto un intervento “in punta di diritto” ha scompaginato anche i piani di Berlusconi nella corsa al Quirinale per il 2013.

È questo il vero obiettivo del Cavaliere?

Senza dubbio, ma per poterlo raggiungere Berlusconi ha bisogno di uno scudo saldo, dato che l’art. 90 riguarda soltanto gli atti compiuti dal Presidente della Repubblica durante il suo mandato, non il pregresso. Senza questa “copertura” ci ritroveremmo inevitabilmente in una situazione di estrema tensione, ancora più grave di quella che viviamo oggi. Immaginiamoci un Capo dello Stato che deve evitare di farsi processare dai giudici… una situazione insostenibile a livello istituzionale. Il fatto che sia un obiettivo chiaro, ovviamente, non significa che i passaggi intermedi siano di facile realizzazione.

In quel caso Berlusconi dovrebbe allargare la maggioranza e trovare un successore?


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COMMENTI
26/10/2010 - Cosa hanno detto i vescovi (enrico maranzana)

Assumendo come chiave interpretativa la raccomandazione dei vescovi che hanno invocato una classe politica più preparata e incisiva, l'aggettivo "irragionevole" utilizzato dal presidente della repubblica assume un significato preciso. Gli articoli della costituzione sono tra di loro interdipendenti, modificarne uno significa incidere sugli altri: la situazione è analoga a quella di un docente che corregge un compito in cui lo studente dimostra di non possedere la capacità di vedere il mondo in chiave sistemica, prerogativa fondante la cultura contemporanea.