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SCENARIO/ 1. Folli: lo "sgambetto" di Napolitano costerà caro a Berlusconi

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In  uno scenario di questo tipo serve certamente un successore che consolidi il collegamento con l’area moderata. Staremo a vedere, di sicuro il premier è consapevole di essere più debole di un anno fa e sa benissimo che per poterci provare dovrà farsi trovare pronto con una maggioranza fidata e solida fra due anni e mezzo...

Tornando allo stato di salute della maggioranza: lei non riteneva credibile l’ipotesi di un “patto di legislatura” tra Fini e Berlusconi anche quando questo sembrava a portata di mano, inutile contarci in questa situazione?   


Continuo a non crederci per un motivo molto semplice: Fini ha impostato il suo percorso politico cercando di affermare un’identità chiaramente distinta da quella di Silvio Berlusconi. Già questo rende impossibile un accordo solido che copra l’intera legislatura, anche perché a ogni cedimento nei confronti del Presidente del Consiglio segue un danno d’immagine considerevole per l’ex leader di An, come si è visto in occasione del Lodo. Per questo motivo anche i paragoni che sento fare rispetto al passato non sembrano reggere.

A cosa si riferisce?

C’è chi paragona lo scontro tra i due leader del centrodestra alle vicende politiche di De Mita e Craxi, i quali, pur detestandosi, alla fine sapevano raggiungere una mediazione. In questo caso però non stiamo parlando di una trattativa tra “pari”, ma di un partito del 30% che dovrebbe trovare un accordo vincolante con una corrente che ha appena compiuto una scissione. Il confronto è sbagliato e l’accordo non si può trovare perché manca la doppia convenienza. Allo stato attuale, infatti, la tregua conviene solo ai berlusconiani.

Quali sono le prospettive per la maggioranza se lo “scudo” sembra compromesso e lo scontro al vertice non sembra destinato a rientrare?


Innanzitutto sarà importante capire cosa deciderà la Corte costituzionale sul legittimo impedimento il 14 dicembre. Stando ai rumors la Corte dovrebbe in qualche modo accettare la logica del legittimo impedimento, chiedendo soltanto qualche correzione. Se ciò accadesse Berlusconi otterrebbe una tregua ai processi, uno “scudo” raggiunto grazie a una legge ordinaria di carattere provvisorio. Penso che sia l’unica strada, anche perché il Lodo costituzionale porterebbe con sé anche un referendum popolare inevitabilmente incentrato sul premier e caricato politicamente.

Se ciò però non avvenisse si avvicinerebbero le urne?


COMMENTI
26/10/2010 - Cosa hanno detto i vescovi (enrico maranzana)

Assumendo come chiave interpretativa la raccomandazione dei vescovi che hanno invocato una classe politica più preparata e incisiva, l'aggettivo "irragionevole" utilizzato dal presidente della repubblica assume un significato preciso. Gli articoli della costituzione sono tra di loro interdipendenti, modificarne uno significa incidere sugli altri: la situazione è analoga a quella di un docente che corregge un compito in cui lo studente dimostra di non possedere la capacità di vedere il mondo in chiave sistemica, prerogativa fondante la cultura contemporanea.