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SCENARIO/ 1. Folli: lo "sgambetto" di Napolitano costerà caro a Berlusconi

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Probabilmente sì, anche se la maggioranza dei partiti non le vuole, ad eccezione della Lega (che comunque in questa fase non vuol creare complicazioni al premier), della sinistra alternativa di Vendola e di Di Pietro. Ad oggi sia Berlusconi che il centrosinistra vorrebbero evitare le elezioni anticipate, così come Napolitano.

Questo aumenta le quotazioni del governo tecnico?


No, è un salto logico che non vorrei fare. Il Presidente della Repubblica ritiene che le elezioni siano un azzardo in un momento di difficoltà economica per il Paese. Bisogna anche tenere presente che in Italia, purtroppo, la formazione di un nuovo governo è un processo lento ed estenuante. Questo però non vuol dire che verrà appoggiata un’operazione di bassa lega soltanto per evitare il voto anticipato. La stessa ipotesi di un governo che si dedichi soltanto alla nuova legge elettorale non ha nessun senso.

Da ultimo, ieri Gianfranco Fini ha raggiunto Milano nel “tour” che anticipa la nascita vera e propria del nuovo partito. Come giudica il consenso e le adesioni che ha avuto nelle file del centrodestra? Ha saputo raccogliere solo qualche pidiellino scontento o c’è qualcosa di più?  

La cosa interessante è che la maggior parte di quelli che stanno passando in Futuro e Libertà provengano da Forza Italia e non da An. È il segnale che c’è comunque un’area di malcontento all’interno del Pdl. Per il resto quello di Fini è un partito non ancora nato che ha ancora tutto da dimostrare, a livello di radicamento sul territorio e di leadership. Per capire poi se si possono aprire nuovi scenari aspetterei le comunali di Milano e un’eventuale candidatura di Albertini.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
26/10/2010 - Cosa hanno detto i vescovi (enrico maranzana)

Assumendo come chiave interpretativa la raccomandazione dei vescovi che hanno invocato una classe politica più preparata e incisiva, l'aggettivo "irragionevole" utilizzato dal presidente della repubblica assume un significato preciso. Gli articoli della costituzione sono tra di loro interdipendenti, modificarne uno significa incidere sugli altri: la situazione è analoga a quella di un docente che corregge un compito in cui lo studente dimostra di non possedere la capacità di vedere il mondo in chiave sistemica, prerogativa fondante la cultura contemporanea.