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Politica

SCENARIO/ 2. Fioroni: il Pd lasci perdere Fini e si curi dalla "berlusconite"

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Quando sento parlare del confronto e della pluralità delle posizioni come di una minaccia all’unità del partito significa che ci stiamo ammalando di “berlusconite”, l’idea su cui si basa la democrazia plebiscitaria secondo la quale uno solo decide e gli altri sono invitati ad applaudire. La democrazia interna ai partiti, a mio parere, rimane una delle carenze più gravi del sistema, come tra l’altro è stato sottolineato durante la Settimana sociale dei cattolici.

Il “documento dei 75” era un invito in questo senso? Lo riproporrebbe o, come dice qualche suo collega di partito, ha fatto più danni del dovuto?


Guardi, io non posso sostituirmi agli occhi di chi non vuol vedere. Se non lo avessimo fatto e se non mi battessi quotidianamente per una presenza di moderati e cattolici nel Pd i tanti abbandoni che si registrano andrebbero centuplicati.
Nonostante le battute dei maligni, il mio non è lo sforzo di chi vuole andarsene, ma di chi prova a trattenere e attrarre moderati all’interno del partito. Dal passato bisognerebbe imparare a uccidere il vitello grasso quando un amico ritorna e non a festeggiare quando qualcuno se ne va. O il gruppo dirigente comprende questa battaglia o il progetto muore.

Cosa pensa invece delle ipotesi di un terzo polo e di chi continua a parlare di un “Papa straniero” per il centrosinistra, che sia Montezemolo, Profumo o Saviano…

Se si parla di “Papa straniero” si scomoda in maniera impropria lo Spirito Santo, di cui non possiamo dire di essere illuminati.
Il Terzo polo, invece, è un esercizio della fantasia. In politica si compete per vincere e governano i primi, i terzi come nascita e come risultato elettorale non vanno lontano. Per questo bisognerebbe smetterla di inseguire i sogni e provare a costruire un polo vincente di alternativa a Berlusconi.

Riguardo alle alleanze lei ha dichiarato di voler evitare lo “scivolamento a sinistra”, mentre poco fa ha chiuso la porta a Fini. Ma è davvero possibile un’alleanza di governo da Vendola a Casini?