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SCENARIO/ 2. Fioroni: il Pd lasci perdere Fini e si curi dalla "berlusconite"

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Se il Pd diventa riformatore e moderato può far sentire a casa propria tutti quei moderati che non voteranno più Berlusconi. L’alleanza (e la competizione per il voto moderato) con Casini e Rutelli a quel punto sarebbe l’esito naturale.
Per quanto riguarda Vendola: ha una tradizione di governo, ma certamente serve una verifica più stretta sul programma. Lo stesso vale poi per Di Pietro. Il leader dell’Idv, sfidato da Grillo sul terreno del populismo, pur di curare il proprio orticello è sempre stato pronto a far perdere una messe di consensi a tutto lo schieramento dell’alternativa. È la logica miope del “solista fuori squadra” che non ha a cuore il bene del Paese.

È d’accordo perciò con Chiamparino: le alleanze si costruiscono solo su un programma preciso?


Certo, penso di essere stato uno dei primi a dirlo, ma è un nodo da sciogliere al più presto, come si è visto anche in occasione della manifestazione della Fiom.

Qual è il suo giudizio in proposito?


Sono convinto che l’autonomia dei corpi intermedi e del sindacato sia un valore. Se un partito prova a mettere il cappello sulle lotte sindacali dimostra una concezione secondo la quale quando si è al governo i sindacati devono applaudire, mentre quando si è all’opposizione si sfila insieme. Spero che, in occasione dello sciopero generale, giusto o sbagliato che sia, il Pd non senta il “richiamo della foresta”.

La divisione tra Cisl e Cgil, che si riflette nel Pd, autorizza a chiedersi quale sia la posizione del Partito Democratico su Pomigliano…


Come le dicevo, se finisce il richiamo della piazza e si mette fine alla logica della “cinghia di trasmissione” si potranno stabilire nuove frontiere nel rapporto tra globalizzazione e mercato del lavoro. Il primo diritto del lavoro, infatti, è che il lavoro ci sia. Per questo la sfida che parte da Pomigliano va affrontata con la capacità di attrarre investimenti.

Cosa intende?

Se chi investe chiede nuovi sacrifici all’operaio la nuova frontiera del diritto impone che le organizzazioni sindacali siano in grado di controllare gli indirizzi dell’azienda e di essere compartecipi degli utili.
Non è più possibile sostenere che il diritto sacro del lavoratore sia in antitesi con l’innovazione delle frontiere del diritto del lavoro. Sarebbe un regalo alla conservazione, che mira a mantenere lo status quo, ma solo di chi sta già bene.

(Carlo Melato)



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