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Politica

SCENARIO/ 1. Bechis: Berlusconi, due anni nel caos ma può essere un'occasione...

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Diranno di volere fare una legge elettorale condivisa. Ma nella storia le leggi elettorali sono sempre fatte da una parte che le ritaglia sul presunto vantaggio che ne avrebbe (e magari sbaglia i calcoli). Siccome Fini, Casini, i transfughi berlusconiani, il Pd, Vendola e Di Pietro non sanno ancora con chi andranno e cosa faranno nella vita, quella legge elettorale è praticamente impossibile da varare. Magari qualche pateracchio arriverà, difficilmente risolutivo.

Probabilmente la soluzione migliore sarebbe andare alle elezioni subito, formare le squadre politiche e siccome poi difficilmente le urne offriranno una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento, fare un governo di unità nazionale che tenga conto di tutti gli schieramenti, affronti l’emergenza economica e disegni una nuova architettura istituzionale per poi riandare al voto entro un paio di anni.

Comunque sia, avremo davanti un periodo non breve di transizione, con una politica che peserà di meno e la quasi impossibilità di essere governati - emergenze a parte.

Sembra tragico, ma non è poi così drammatico. Dal 2011 gran parte delle politiche economiche non apparterranno più ai governi nazionali, ma saranno concentrate a Bruxelles sulla base del nuovo patto di stabilità e crescita. Anche se ci fosse un governo nel pieno dei suoi poteri, i suoi margini di manovra sarebbero relativi: ridurre le spese e spostare quel che resta da un capitolo all’altro con invarianza di bilancio. Non c’è bisogno di grandi nuove leggi, semmai di toglierne un po’ evitando di complicare la vita degli italiani.

Forse è un’occasione d’oro avere la possibilità di autogovernarsi. Sempre meglio che essere mal governati.

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