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Politica

DIBATTITO/ 1. Panebianco: se Berlusconi vuole davvero i 5 punti diventi "radicale"

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«Berlusconi va sempre alla ricerca di una comunicazione efficace. Potrebbe non averla trovata in definizioni e problemi tipici di una ambito complesso che sfugge ai più».

 

Vittadini nota che il governo ha abolito l’Ici, ma non ha operato sgravi fiscali a vantaggio delle famiglie. Eppure, la promessa di una riduzione fiscale è una delle “armi” che ha permesso a Berlusconi di vincere a più riprese dal ’94 in poi.

 

«Questo è il punto cruciale. Resta da capire se, in assenza della crisi, Berlusconi sarebbe riuscito. Perché la politica del ministro Tremonti è stata poi un’altra: non quella di ridurre, ma intanto di non aumentare la pressione fiscale. In realtà la politica di Tremonti, come riconosciuto dall’opinione pubblica qualificata e da tutti gli ambienti internazionali, è stata fondamentale per non farci fare la fine della Grecia. Quando è arrivata la crisi era chiarissimo che l’istanza principale, nella maggioranza e nell’opposizione, era quella di “spendere e spandere” per sostenere l’occupazione. Se si fosse fatto, saremmo in guai veramente gravi».

 

“Le incertezze precedenti (del governo come lo abbiamo visto fino a oggi, ndr) non sono certo casuali. Piuttosto dipendono dall’impreparazione e dalla grave ambiguità culturale di parte della coalizione che, non solo nella componente finiana, è di fatto su posizioni radicali di destra, lontane da uno sguardo realista a ciò che capita nella vita sociale ed economica; dall’indecisione con cui sono condotte battaglie continuamente annunciate”. Lei che dice?

 

«È vero. Mi lascia però perplesso l’attribuzione di un “radicalismo di destra”. Sarebbe radicale una riduzione drastica delle tasse; non so se di destra o di sinistra, ma certamente molto radicale. Questo implicherebbe una riduzione della spesa pubblica che i moderati della coalizione non hanno in mente di fare. Parlerei piuttosto di una coalizione conservatrice che non è disponibile a seguire i messaggi più radicali con cui Berlusconi ha vinto le elezioni».

 

La strada per attuare il programma, secondo Vittadini, sarebbe quella di “approfondire la teoria e perseguire la prassi della Big society che si fonda su libertà e sussidiarietà”, attuata in Regioni come la Lombardia e messa da Cameron alla base del suo governo.

 

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