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RIFORME/ Antonini: oggi passa il federalismo, vi spiego cosa cambia

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In che cosa consistono questi costi standard della sanità?


È stato individuato un meccanismo. Saranno prese cinque Regioni in equilibrio economico e che hanno superato la verifica di qualità del ministero della Sanità. Di queste la conferenza Stato-Regioni ne selezionerà tre. I parametri che emergeranno nella prima Regione si applicheranno a tutte le Regioni italiane. Ipotizzando che la prima sia la Lombardia, tutte le regioni avranno uguali servizi. Insomma formiamo un benchmark, un punto di riferimento per una misurazione. Detto questo vorrei aggiungere che si tratta anche di instaurare un federalismo veramente solidale, per l’uguaglianza di servizi che si offre a tutti i cittadini italiani.


Ci sono altre innovazioni interessanti in questo decreto?


Certo. Innanzitutto si afferma un principio di territorialità sull’Iva. In questo momento la contribuzione statale avviene sulla base dei dati Istat. Quindi se l’Istat registra consumi e l’Iva non viene pagata, il contributo scatta lo stesso. Con il decreto, dal 2013, l’Iva viene calcolata secondo quanto viene riscosso effettivamente  sul territorio. È il principio della territorialità, è un principio democratico e di responsabilità, che avvicina i cittadini ai loro enti locali, ai governi periferici che potranno concorrere al recupero dell’evasione.  Per affinare i meccanismi di territorializzazione ci vogliono due anni di tempo in modo da perfezionare le indicazioni del quadro “VT” già presente nelle dichiarazioni fiscali.


Altre innovazioni?


Va considerata la possibilità di azzerare l’Irap in regioni che si dimostrano virtuose. Poi la detraibilità di buoni e voucher, che rappresenta  un tappa fondamentale di attuazione della sussidiarietà fiscale. E poi si sono anche messi dei paletti.

 
Quali esattamente?

 

Gli eventuali aumenti  dell’addizionale Irpef devono salvaguardare i redditi bassi e i lavoratori dipendenti. Insomma un impianto nuovo che dovrebbe dare garanzie. Ma quello che mi piacerebbe sottolineare è che si mette in moto un meccanismo che spinge alla concorrenza le Regioni a ribassare le tasse. E nello stesso tempo si mettono i cittadini in condizione di controllare meglio la destinazione dei loro soldi. Un passo verso un sistema più democratico ed efficiente.

(Gianluigi Da Rold)

 

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