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SCENARIO/ Follini (Pd): pronti alle larghe intese senza Vendola e Di Pietro

Pubblicazione:lunedì 1 novembre 2010

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«Ormai è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza è nel pallone. Credo però che sia un errore grave andare a votare in un momento di turbolenza economica mondiale e con una legge elettorale così contestata. D’altra parte, andare avanti altri due anni in una condizione di “non governo” è un lusso che non possiamo permetterci». Marco Follini, già vice-premier di Berlusconi, oggi Senatore del Partito Democratico, intervistato da IlSussidiario.net distingue tra auspici e previsioni: «Continuo a essere tra quanti si augurano che la legislatura possa andare avanti. Non solo, se vivessimo il tempo di una politica accettabile tutti si darebbero da fare per riempirla di contenuti. Sembra però troppo tardi. A questo punto, anche se il ricorso al popolo non è da considerarsi una sciagura, una classe dirigente saggia e consapevole delle difficoltà dovrebbe riuscire a individuare un altro percorso».

Qual è la sua proposta?

Un  governo di larghe intese. Il Paese ha bisogno di ricucire alcune delle sue fratture. Un bipolarismo giocato sulle estreme e  intriso di  valori populistici ci ha tenuto lontani dai modelli di alternanza europea che ci eravamo prefissati.

Con quali obiettivi? Solo quello di una nuova legge elettorale?

Assolutamente no. Per prima cosa dovremo occuparci di economia. Guardiamo all’imponenza della manovra economica che ha fatto la Merkel, alla Francia messa sottosopra dalla riforma delle pensioni o all’Inghilterra, dove il nuovo premier ha tagliato 500.000 posti del pubblico impiego. Non lo dico perché queste siano ricette obbligate, ma perché da altre parti la politica è concentrata sulle vere priorità, mentre noi ci siamo costruiti un castello di priorità immaginarie (la giustizia per la maggioranza, la legge elettorale per l’opposizione) che allontana la politica dalla realtà e il Paese dai suoi competitori.

Quali sono le ricette che ha in mente?

Secondo le nuove regole europee il peso del debito e del deficit aumenteranno e il rigore nei conti pubblici si imporrà più di prima. Dovremo tagliare alcuni capitoli di spesa per poter, dall’altro lato, abbassare la pressione fiscale e indirizzare meglio le nostre risorse. I tagli lineari e indiscriminati non sono però la soluzione perché non contengono una visione politica, economica e sociale di cui il Paese ha bisogno. È su questi temi che si formerà non solo la prossima maggioranza, ma anche la prossima generazione di politici.

Chi ha le carte in mano per guidare la transizione?


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COMMENTI
01/11/2010 - larghe intese (maria schepis)

Non ci governa nessuno e questo mi pare conclamato,l'ennesimo passo falso del premier evidenzia il vuoto che regna sovrano,ma il dramma che noi viviamo è molto grave perchè non c'è un ricambio strutturato e coerente che possa salvarci dallo sfascio.Follini mette in risalto la necessità di una politica economica che ci eviti(?) il disastro,una politica economica rigorosa è indispensabile ma una politica intelligente che sappia individuare veramente cosa possa fare da volano per la nostra ripresa:l'economia non è solo due + due o due:due,ma una progettualità che tenga conto degli effettivi bisogni e delle effettive necessità,le larghe intese sono solo una toppa,uno stratagemma per avere una poltrana ciscuno.Il nostro paese,e lo so di apparire qualunquista nell'affermare questo,ha bisognodi moralità,di valori,di priorità.Da più parti s'invocano le scuole di buona politica,credo che siano necessarie: le larghe intese con questi uomini,sempre gli stessi,con tutte le loro contraddizioni,ci faranno cambiare governo,forse stile(un po' meno godereccio) ma non risolveranno il problema.Io spedirei tutti a casa,e obbligherei i partiti a creare liste con uomini nuovi dalla specchiata e riconosciuta competenza e moralità.