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DILEMMI/ Cosa tiene insieme la "banda dei tre" che vuol sostituire Berlusconi?

Fini, Casini e Rutelli cercano di "succedere" a Berlusconi sulla scena politica. Ma - si chiede ALESSANDRO BANFI - avranno lo stesso fascino sull'elettorato?

BerlusconiCameraDisperato_R375.jpg (Foto)

Ai tempi bui del rapimento Moro (primavera del 1978) il quartier generale della politica era fra via delle Botteghe Oscure, sede del Pci, e piazza del Gesù, sede della Dc. In questa seconda, nel palazzo Cenci Bolognetti, dominava la banda dei quattro. Espressione di derivazione cinese, indicava quattro giovani colonnelli dell'allora sinistra dc, Guido Bodrato, Beppe Pisanu, Corrado Belci e Franco Salvi che costituivano i primi consiglieri del segretario di allora, Benigno Zaccagnini.

Di quel gruppo è rimasto in politica solo Pisanu, che in effetti era allora il più giovane. Oggi, ai tempi della crisi di Silvio Berlusconi, potremmo parlare della banda dei tre: Gianfranco Fini, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli.

Il centro della politica è più che mai Montecitorio ed infatti è là che i tre si sono ufficialmente riuniti, nell'ufficio del Presidente della Camera, per preparare l'incontro di ieri fra Bossi e Fini. Che cosa unisce la nuova trinità della politica italiana? Ovviamente l'età. Non sono più giovani, viaggiano sui sessanta. Ma qui da noi, sembrano ancora ragazzini, rispetto agli altri protagonisti.

Poi li unisce l'aspirazione alla successione dello stesso Berlusconi. Rutelli fu infatti il candidato premier proposto dal centro sinistra nella corsa elettorale, persa, nel 2001. Mentre sia Fini che Casini sono stati prima fedeli alleati di Berlusconi e poi lo hanno abbandonato dopo la creazione del Pdl. Casini prima delle ultime elezioni politiche del 2008, Fini dall'estate scorsa. Entrambi questi ultimi due sono stati Presidenti della Camera.

Ruolo che evidentemente inclina l'animo alla distinzione del leader di riferimento, visto che Berlusconi nelle legislature in cui è stato decisivo per quella poltrona vi ha fatto sedere: nel 1994 Irene Pivetti, nel 2001 Casini, nel 2008 Fini. Mentre la sinistra ci ha insediato Luciano Violante e Fausto Bertinotti, anche loro sia detto per inciso diventati eccentrici rispetto al mondo di origine.


COMMENTI
12/11/2010 - siamo matti ? (attilio sangiani)

Solo Casini e Rutelli hanno qualche affinità ideologica e programmatica fra di loro. Con Fini nessuna affinità,se non la ambizione (legittima ) di conquistare o riconquistare il potere. Valga il vero: il prevedibile programma di Fini è già compreso in quello della sinistra ex comunista ed ora libertina - niciana . Nulla di più incompatibile con i programmi di Casini e Rutelli,che sono compresi in quello del PdL. Sia la UDC sia il PdL ( e credo Rutelli ) appartengono a PPE,ovvero alla edizione europea della Dempocrazia Cristiana. Mi pare,inoltre,che Casini sia stato diffidato da esponente autorevole della CEI da flirtare con Fini,per ovvie ragioni. Ergo: non vedo come i TRE possano sperare di rottamare il bipolarismo e costituire un forte ed omogeneo partito "di centro",disponibile alla politica dei "due forni". Possono solo,irresponsabilmente, gettare il Paese nella confusione,dalla quale mi sembra difficile uscire senza gravi danni. A cominciare dalla economia e dalla probabilità di finire come la Grecia ed ora la Irlanda... Ci pensino gli elettori,se prossimamente ci saranno nuove elezioni