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LETTERA/ Binetti: quale "unità" dei cattolici per il dopo-Berlusconi?

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Il quadro politico sta acquistando tonalità sempre più complesse, in cui accanto alle differenze di impostazione culturale e valoriale, si intrecciano strategie di posizionamento che spesso acquistano una visibilità preminente rispetto alle prime.

Tramontato il tempo delle grandi ideologie, in crisi evidente il sistema dei partiti, emergono movimenti che sembrano insinuarsi come un cuneo nella logica dei tre schieramenti: destra, centro e sinistra in questi primi anni della XVI legislatura sono andati gradatamente sgretolandosi.

Nessuno dei tre poli, che non dimentichiamolo già esistono nella loro variegata configurazione, è passato indenne da questa fase di smottamento che ha visto parlamentari passare da un gruppo all’altro, singolarmente o in forma più organizzata come è accaduto recentemente con Futuro e Libertà.

Il passaggio dei parlamentari da un partito all’altro è stato spesso stigmatizzato come una forma di incoerenza e comunque come una specie di tradimento rispetto al gruppo degli elettori che comunque lo avevano votato. Chi vede le cose in questo modo spesso non coglie la tensione morale a cui è sottoposto chi vede mutare rapidamente lo scenario politico in cui si era inserito al momento delle elezioni e si sente sottoposto a crisi di coscienza sempre intensamente problematiche.

D’altra parte, proprio lo spostamento dei parlamentari fa capire più di qualsiasi altra cosa quale sia il clima che si percepisce in parlamento: fluido, a tratti inafferrabile, nelle logiche che determinano convergenze e divergenze, o emblematico nella dialettica delle posizioni culturali che caratterizzano uno schieramento. Ci si può sentire soli, smarriti, confusi e da questo malessere possono scaturire decisioni che testimoniano comunque lo sforzo di recuperare oggettività nella valutazione dei fatti e onestà intellettuale nelle scelte che si debbono compiere. Ma soprattutto ricerca positiva di soluzioni alternative per non subire lo smacco di chi si sente sopraffatto da qualcosa che non riesce a controllare. 


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COMMENTI
02/12/2010 - Unità dei cattolici (Denis Dal Fiume)

Le sollecitazioni della Binetti possono anche essere condivisibili, però qui ora si tratta anche di essere scaltri. Per essere sale e lievito idonei nel nostro paese, bisogna avere idee, saperle proporre, avere il consenso e poi portarle avanti. Non vedo come ci si possa riuscire senza avere, come strumento, un nuovo partito che sappia aggregare persone attorno ad un progetto e sappia ottenere il consenso elettorale. Se da cattolici, ogni volta che parliamo di unità di intenti ci vergognamo della vecchia Dc e diciamo subito che non vogliamo rifondarne una simile, vuol dire che le nostre idee non saranno mai sale adeguato. Invece, andrebbe fatta una analisi dei pregi e dei difetti della vecchia Dc, e riproporre uno strumento indispensabile che parta dalla base dei "valori cristiani" e dalla base delle persone impegnate e sensibili e diano corpo a questa nuova sfida. Cordialmente Denis

 
15/11/2010 - unità dei cattolici (Paolo Cantoni)

cara onorevole cosa vuol dire fare l'unità dei cattolici in politica?, se pensare alla creazione di un fantomatico terzo polo mi pare sia come tornare indietro alla prima repubblica, mi sembra invece che in questo governo che purtoppo sta per cadere a causa di un politicante vecchia maniera a cui manca il senso del bene comune, ci siano ministri che hanno in mente alcuni dei valori condivisibili anche dai cattolici, e che siano attenti anche alla sussidiarietà

 
14/11/2010 - Terzo Polo sì, ma senza commistioni. (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Paola Binetti per aver condiviso coi lettori de Il Sussidiario il suo punto di vista sulla situazione politica e sulle sfide che si presentano ai cattolici che dedicano tempo alla politica, ad ogni livello di impegno, da semplici elettori (sono quelli il cui parere mi preme di più) a parlamentari. Come l’on. Binetti può evincere dal commento del lettore che mi precede, e da numerosi altri in queste pagine, è sentimento diffuso che non si possa collaborare, da cattolici, con persone orientate culturalmente in modo diverso, né nello stesso partito né nella stessa coalizione. Concordo con questa opinione soltanto per quanto attiene la militanza nello stesso partito, mentre credo che si possano percorre tratti di strada con chiunque a patto che siano perchè chiari fin dall’inizio i confini della collaborazione e gli scopi da conseguire insieme. Non è possibile etichettare come cattolico un partito: nessuno, neppure la Chiesa, possiede i diritti di questo “copyright”, ma di lavorare insieme a chi ritiene che la Dottrina Sociale della Chiesa sia fonte di ispirazione nella ricerca di soluzioni ai problemi della comunità civile e di dialogare in modo costruttivo con chi condivide alcune delle soluzioni proponibili.

 
13/11/2010 - Il punto per poter ripartire (vincenzo ioculano)

Parlare di unità dei cattolici per il dopo-Berlusconi,significa cosruire un punto dove poter ripartire. Il fallimento dei puntelli in chiave cattolica nelle diverse formazioni politiche è stato più che evidente.Perchè non costruire questo punto da dove si può ripartire? Ancora è possibile costruire questa unità? Bisogna prendere seriamente nelle mani il filo della storia e darle un senso.

 
13/11/2010 - Di quali cattolici sta parlando? (Alberto Pennati)

Purtroppo l'impegno politico di alcuni che si definiscono cattolici va in senso diametralmente opposto a quello giusto. Quali sono e quali sono stati i cattolici impegnati in politica che si distinguono e realizzano il messaggio cristiano? Quelli del tempo passato, che sono andati a braccetto col Pci che ha un'ideologia INCONCILIABILE col cattolicesimo? Chi sarebbero: Andreotti? Colui che da "buon cattolico" ha firmato la legge sull'aborto? Oppure, che so, mi vengono in mente De Mita, Prodi... come hanno conciato la scuola i dc di sinistra ed il pci e loro derivati nel succedersi a ministri della "pubblica istruzione"? Come mai l'on. Binetti ha aderito al Pd e poi ne è uscita? Vuol dire qualcosa? Chi sono i cattolici adulti? Quelli a cui piace far porcherie, che dopo il divorzio, l'aborto, percorrono la strada delle unioni di fatto, del matrimonio omosessuale, dell'adozione agli stessi, dell'eutanasia ecc. Chi sono i cattolici di oggi? Vendola, Rutelli, Bindi, Casini? Berlusconi viene massacrato per il suo stile di vita: e i signori che ho citato prima sono esempi di vita credibili? Sono cattolico, con tante pecche, ma dei cattolici che ho citato mi vergogno!