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LETTERA/ Binetti: quale "unità" dei cattolici per il dopo-Berlusconi?

Pubblicazione:sabato 13 novembre 2010

BerlusconiNapoleoneR400.jpg (Foto)


Ma oggi fa comodo a tutti attribuire a Berlusconi il fallimento del sistema Italia: i talk show televisivi sembrano costruiti secondo un  palinsesto che lo vede in onda 24 ore su 24, alla caccia di motivi sempre vecchi e sempre nuovi per metterne in evidenza limiti ed errori, pubblici e privati. Questi ultimi a dosi massicce, anche perché bisogna riconoscere che lui non fa nulla per sottrarsi a questa lunga litania di lamenti, che nelle sue variegate differenza culmina in un solo punto: a casa Berlusconi. 

Sembra una conclusione così scontata, che induce i più accorti a non essere così sicuri che l’uomo non saprà volgere una volta di più tutte le cose a suo favore. Qualcuno ricorda quanto si disse di un altro personaggio: "Tre volte nella polvere e tre volte sugli altari…", ma anche Napoleone a un certo punto finì la sua lunga corsa.

Noi non sappiamo quando finirà quella di Berlusconi, però ormai sembra di essere tornati ai tempi della fantasia al potere, tutte le ipotesi e le alternative si intrecciano, senza che nessuno si senta di escluderne nessuna. Davvero Fini, Rutelli e Casini daranno vita a un grande centro? Bersani e Vendola faranno risorgere una grande sinistra, con l’aiuto compiacente di Di Pietro? Bossi e Berlusconi sapranno ancora controllare la scena pubblica come hanno fatto finora, oppure dovranno prendere atto che l’umore del Paese è decisamente cambiato? E tra questi tre schieramenti come si struttureranno le alleanze, dal momento che se continua così il vero vincitore sa il popolo degli astensionisti, e ognuno dei quattro concorrenti arriverà più o meno ad un 25%?

Ormai è chiaro a tutti che vincere le elezioni è cosa del tutto diversa dal poter governare e governare a sua volta è cosa ben diversa che restituire a questo Paese la sua dignità di grande potenza industriale, l’orgoglio della sua tradizione culturale, l’energia della sua gioventù competente e motivata, la sicurezza dei suoi anziani, dei suoi malati che si aspettano una solidarietà fattiva.

Può sembrare una descrizione pessimista, faticosa perfino da seguire nella semplice evocazione. Eppure è solo da un realismo che guarda oltre Berlusconi che si può e si deve trovare l’energia per scommettere su un futuro diverso, in cui il Paese torna a fare sua quell’etica della responsabilità che la generazione precedente ha messo alla base di tutte le sue scelte.


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COMMENTI
02/12/2010 - Unità dei cattolici (Denis Dal Fiume)

Le sollecitazioni della Binetti possono anche essere condivisibili, però qui ora si tratta anche di essere scaltri. Per essere sale e lievito idonei nel nostro paese, bisogna avere idee, saperle proporre, avere il consenso e poi portarle avanti. Non vedo come ci si possa riuscire senza avere, come strumento, un nuovo partito che sappia aggregare persone attorno ad un progetto e sappia ottenere il consenso elettorale. Se da cattolici, ogni volta che parliamo di unità di intenti ci vergognamo della vecchia Dc e diciamo subito che non vogliamo rifondarne una simile, vuol dire che le nostre idee non saranno mai sale adeguato. Invece, andrebbe fatta una analisi dei pregi e dei difetti della vecchia Dc, e riproporre uno strumento indispensabile che parta dalla base dei "valori cristiani" e dalla base delle persone impegnate e sensibili e diano corpo a questa nuova sfida. Cordialmente Denis

 
15/11/2010 - unità dei cattolici (Paolo Cantoni)

cara onorevole cosa vuol dire fare l'unità dei cattolici in politica?, se pensare alla creazione di un fantomatico terzo polo mi pare sia come tornare indietro alla prima repubblica, mi sembra invece che in questo governo che purtoppo sta per cadere a causa di un politicante vecchia maniera a cui manca il senso del bene comune, ci siano ministri che hanno in mente alcuni dei valori condivisibili anche dai cattolici, e che siano attenti anche alla sussidiarietà

 
14/11/2010 - Terzo Polo sì, ma senza commistioni. (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Paola Binetti per aver condiviso coi lettori de Il Sussidiario il suo punto di vista sulla situazione politica e sulle sfide che si presentano ai cattolici che dedicano tempo alla politica, ad ogni livello di impegno, da semplici elettori (sono quelli il cui parere mi preme di più) a parlamentari. Come l’on. Binetti può evincere dal commento del lettore che mi precede, e da numerosi altri in queste pagine, è sentimento diffuso che non si possa collaborare, da cattolici, con persone orientate culturalmente in modo diverso, né nello stesso partito né nella stessa coalizione. Concordo con questa opinione soltanto per quanto attiene la militanza nello stesso partito, mentre credo che si possano percorre tratti di strada con chiunque a patto che siano perchè chiari fin dall’inizio i confini della collaborazione e gli scopi da conseguire insieme. Non è possibile etichettare come cattolico un partito: nessuno, neppure la Chiesa, possiede i diritti di questo “copyright”, ma di lavorare insieme a chi ritiene che la Dottrina Sociale della Chiesa sia fonte di ispirazione nella ricerca di soluzioni ai problemi della comunità civile e di dialogare in modo costruttivo con chi condivide alcune delle soluzioni proponibili.

 
13/11/2010 - Il punto per poter ripartire (vincenzo ioculano)

Parlare di unità dei cattolici per il dopo-Berlusconi,significa cosruire un punto dove poter ripartire. Il fallimento dei puntelli in chiave cattolica nelle diverse formazioni politiche è stato più che evidente.Perchè non costruire questo punto da dove si può ripartire? Ancora è possibile costruire questa unità? Bisogna prendere seriamente nelle mani il filo della storia e darle un senso.

 
13/11/2010 - Di quali cattolici sta parlando? (Alberto Pennati)

Purtroppo l'impegno politico di alcuni che si definiscono cattolici va in senso diametralmente opposto a quello giusto. Quali sono e quali sono stati i cattolici impegnati in politica che si distinguono e realizzano il messaggio cristiano? Quelli del tempo passato, che sono andati a braccetto col Pci che ha un'ideologia INCONCILIABILE col cattolicesimo? Chi sarebbero: Andreotti? Colui che da "buon cattolico" ha firmato la legge sull'aborto? Oppure, che so, mi vengono in mente De Mita, Prodi... come hanno conciato la scuola i dc di sinistra ed il pci e loro derivati nel succedersi a ministri della "pubblica istruzione"? Come mai l'on. Binetti ha aderito al Pd e poi ne è uscita? Vuol dire qualcosa? Chi sono i cattolici adulti? Quelli a cui piace far porcherie, che dopo il divorzio, l'aborto, percorrono la strada delle unioni di fatto, del matrimonio omosessuale, dell'adozione agli stessi, dell'eutanasia ecc. Chi sono i cattolici di oggi? Vendola, Rutelli, Bindi, Casini? Berlusconi viene massacrato per il suo stile di vita: e i signori che ho citato prima sono esempi di vita credibili? Sono cattolico, con tante pecche, ma dei cattolici che ho citato mi vergogno!