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POLITICA / Berlusconi: dopo la Finanziaria, andrò in Parlamento per la fiducia

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POLITICA BERLUSCONI / Il premier Silvio Berlusconi annuncia che, dopo l'approvazione della Finanziaria, sarà in Parlamento per chiedere la fiducia al suo esecutivo. Prima al Senato (dove dovrebbe avere i numeri per superare lo scoglio), poi alla Camera (dove la situazione è ben più complicata)

 

Un’eventualità che viene vista di buon occhio dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: il governo e tutte le forze politiche convengono sulla necessità di dare la precedenza alla necessaria approvazione della Legge di stabilità e del Bilancio in entrambi i rami del Parlamento per affrontare subito dopo la crisi politica. Un iter analogo a quello di fine anno 1994, quando cadde il primo governo Berlusconi.

 

"Il Governo ha intenzione di verificare il permanere del rapporto di fiducia da parte del Senato e, immediatamente dopo, da parte della Camera dei deputati", scrive il presidente del Consiglio in una lettera ai presidente di Senato e Camera.

 

Contesta la sequenza Senato-Camera per la fiducia il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini, secondo cui "Berlusconi immagina di decidere da solo il percorso parlamentare delle prossime settimane". Tentativo "disperato e tardivo" secondo Franceschini, di "evitare la mozione di sfiducia alla Camera e al tempo stesso una grave scorrettezza istituzionale. Non si è mai visto che di fronte a una mozione di sfiducia formalmente depositata in una Camera, il presidente del Consiglio possa decidere di andare a chiedere la fiducia nell'altra. I regolamenti parlamentari e la Costituzione, anche se lui non lo ha mai capito, valgono anche per lui".

 

"Noi siamo dispostissimi a far votare in Parlamento la sfiducia dopo la Finanziaria - dice il segretario Pd, Pier Luigi Bersani -, a condizione che il centrodestra non faccia melina sulla legge di stabilità. Garantiamo tempi rapidi, ma non si inventino una melina perché sarebbero loro gli irresponsabili".

 

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