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SCENARIO/ 1. Caro Berlusconi, se ti dimetti ti si aprono tre strade...

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Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente alla convention del Popolo della Libertà di ieri, ha confermato la strategia che in questi giorni alcuni dirigenti di partito avevano lasciato trapelare. Il governo è pronto a chiedere la fiducia al Senato e alla Camera. Nel caso in cui i numeri a Montecitorio dovessero essere sfavorevoli alla maggioranza il centrodestra tornerebbe a chiedere il voto per rinnovare un solo ramo del Parlamento. «In questa fase - dice Paolo Franchi a IlSussidiario.net - stiamo assistendo a manovre politiche assolutamente inedite che, in punta di astrattissimo diritto, possono persino essere ipotizzabili, ma che a livello politico non fanno altro che radicalizzare lo scontro e ricacciare l’esecutivo in una trincea di resistenza senza grandi prospettive».


Quale sarebbe a suo avviso l’atteggiamento più ragionevole che il premier dovrebbe assumere?

 

A mio parere la sfiducia della Camera non può essere compensata con la fiducia al Senato. Il passaggio delle dimissioni mi sembra quindi inevitabile. A quel punto il Cavaliere avrebbe comunque tre strade davanti a sé. La prima: Berlusconi potrebbe rilanciare e aprire al contributo di tutti per completare la legislatura, magari impugnando per primo la riforma della legge elettorale. In questo modo Berlusconi potrebbe cercare di scongiurare il governo tecnico e di sparigliare il campo avversario (che sulla legge in questione non ha un’ipotesi comune). La seconda, puntare tutto sulla richiesta di elezioni anticipate, forte del fatto che una legge elettorale pensata “alla faccia” di chi le elezioni le ha vinte non è certo una cosa commendevole. La terza ed ultima è quella di prepararsi a una dura opposizione nei confronti di un governo tecnico da cui si è stati esclusi.

 

I presidenti di Camera e Senato intanto litigano sul calendario per decidere quale ramo debba essere interpellato primo. Una questione simbolica non secondaria di questo voto…


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COMMENTI
16/11/2010 - gentile sig Crippa (Paolo Cantoni)

grazie della sua opinione, io però ho parlato per me e so chi è il presidente del consiglio. ho anche una certa età e ho fatto esperienza dei guasti delle politiche dei partiti della prima repubblica e dei governi che duravano qualche mese, balneari estivi eccetera, a mio parere i giovani che non trovano lavoro oggi devono forse ringraziare le politiche di allora , si ricorda il 6 politico , tutti dottori,la rigidità del lavoro garantito, scuole professionali declassate ecc, una politica scolastica ceduta all'ideologia ecc ecc . con cordialità e senza polemica.

 
15/11/2010 - Piccola replica al commento (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Cantoni, ha sentito una inchiesta radiofonica diffusa oggi sull’ignoranza dei giovani riguardo alla politica? C’era chi diceva che il capo del Governo si chiama Piersilvio Berlusconi, e le risparmio amenità ancora più gustose. Fermo restando che tutti hanno diritto di esprimere il loro voto e che i voti si contano e non si pesano, sarei più prudente nel parlare di maturità del corpo elettorale… E magari un terzo polo ci facesse tornare indietro di 40 anni! Vorrei tornassimo indietro di 60: negli anni ’50 i giovani trovavano facilmente lavoro (purtroppo soprattutto al nord) e potevano costruire il loro avvenire in una situazione di crescita economica e sociale.

 
15/11/2010 - articolo (Paolo Cantoni)

personalmente non condivido, se il governo cade preferisco andare al voto, penso che siamo abbastanza maturi per non lasciare scegliere a intelletuali, politicanti prima republica, e editorialisti vari ecc, quasi sempre di aree culturali di sinistra e quindi possesori del verbo, di decidere per me o per la gente. se votando Berlusconi e pdl perde, bene governerà chi vince. (con il terzo polo!? torniamo indietro di 40 anni)