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SCENARIO/ 1. Caro Berlusconi, se ti dimetti ti si aprono tre strade...

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Il premier farà il possibile affinché questo avvenga e Fini, ovviamente, cercherà di non cadere nella trappola. La vera novità in questo senso è la mozione che si sta facendo strada nel terzo polo con la convergenza di Udc e Fli. Vedremo se la sinistra accetterà di recitare un ruolo di seconda piano.

 

Tra Bersani e Fini, effettivamente, è in corso una difficile partita: per certi aspetti sono alleati, per altri devono marcare le differenze. Questa sera i due leader saranno, tra l’altro, ospiti della trasmissione di Fazio e Saviano. Un episodio ininfluente o su cui è il caso di fare qualche riflessione?

 

Mi sembra un fatto tutt’altro che secondario, che apre però un discorso più ampio e generale su una Rai che sembra davvero impazzita. Pur non essendo un maniaco della par condicio rimango infatti un po’ perplesso dell’idea secondo cui ognuno ha il proprio contenitore all’interno del quale può fare ciò che vuole. È un problema di regole condivise che metta limite al protagonismo di conduttori del servizio pubblico vecchi e nuovi. Detto questo, tra i due Fini è sicuramente più abile a usare il mezzo televisivo e la stessa Rai ha dato all’ex leader di An una grossa mano nella sua battaglia contro Berlusconi. Bersani, invece, sembra soffrire il protagonismo di Fini e inizia a temerlo anche sul piano elettorale. Non ci resta che aspettare di vedere se tra i due prevarrà le polemiche o le pacche sulle spalle...  

 

 

Da ultimo, un commento sulla vittoria di Giuliano Pisapia alle primarie del centrosinistra a Milano. 

 

È un evento di prima grandezza che apre un grosso problema nel Pd, a livello nazionale. Che una struttura come quella del vecchio Pci sia quasi del tutto scomparsa non è certo una novità,  ma, a questo punto, Bersani non può più rimandare una profonda riflessione su tutto ciò che sta a sinistra del Partito Democratico e sulla "corsa di Vendola"...

(Carlo Melato)



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COMMENTI
16/11/2010 - gentile sig Crippa (Paolo Cantoni)

grazie della sua opinione, io però ho parlato per me e so chi è il presidente del consiglio. ho anche una certa età e ho fatto esperienza dei guasti delle politiche dei partiti della prima repubblica e dei governi che duravano qualche mese, balneari estivi eccetera, a mio parere i giovani che non trovano lavoro oggi devono forse ringraziare le politiche di allora , si ricorda il 6 politico , tutti dottori,la rigidità del lavoro garantito, scuole professionali declassate ecc, una politica scolastica ceduta all'ideologia ecc ecc . con cordialità e senza polemica.

 
15/11/2010 - Piccola replica al commento (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Cantoni, ha sentito una inchiesta radiofonica diffusa oggi sull’ignoranza dei giovani riguardo alla politica? C’era chi diceva che il capo del Governo si chiama Piersilvio Berlusconi, e le risparmio amenità ancora più gustose. Fermo restando che tutti hanno diritto di esprimere il loro voto e che i voti si contano e non si pesano, sarei più prudente nel parlare di maturità del corpo elettorale… E magari un terzo polo ci facesse tornare indietro di 40 anni! Vorrei tornassimo indietro di 60: negli anni ’50 i giovani trovavano facilmente lavoro (purtroppo soprattutto al nord) e potevano costruire il loro avvenire in una situazione di crescita economica e sociale.

 
15/11/2010 - articolo (Paolo Cantoni)

personalmente non condivido, se il governo cade preferisco andare al voto, penso che siamo abbastanza maturi per non lasciare scegliere a intelletuali, politicanti prima republica, e editorialisti vari ecc, quasi sempre di aree culturali di sinistra e quindi possesori del verbo, di decidere per me o per la gente. se votando Berlusconi e pdl perde, bene governerà chi vince. (con il terzo polo!? torniamo indietro di 40 anni)