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LETTERA/ Caro Casini, non si possono "svendere" i valori per un governo con Fini

Pubblicazione:martedì 16 novembre 2010

casini-finiR400.jpg (Foto)

Egregio on. presidente Pierferdinando Casini,

 

mi permetta di scriverLe in estrema confidenza, come donna, madre, come cattolica. La situazione richiede colpi d’ala, e impone di osare anche un appello a un leader per cui nutro stima e simpatia. Ultimo erede di una scuola politica cancellata dai furori di una stagione di odio e vendette; il più giovane di quei democristiani che non si vergognarono mai di chiamarsi tali, figli di una storia di cui siamo debitori. Che troppo rapidamente è stata liquidata o relegata nell’omaggio monumentale che si deve ai caduti.

 

Lei è l’ultimo superstite, presidente, da quando Cossiga se n’è andato. Il paragone non tiene sull’età, ma  sulla passione e l’attaccamento alle radici, sull’umanità, credo di sì. Del resto, dove sono finiti i democristiani, annacquati e trasformisti a destra, impauriti e stritolati a manca, quando non pronti a cambiare veste e bandiera, a strattonare perfino i vescovi, in nome di una fede “adulta”? Anche nel suo partito, mi lasci dire, non sono molti i protagonisti di carisma e di limpida e sincera storia politica. Ciononostante, in molti avevamo affidato a voi le nostre residue speranze sul bene comune, sul primato di un’antropologia cristiana, sulla necessità di tenere insieme, fede e vita, fede e ragione, tradizione e futuro. Vicini in tante battaglie, scomode ma qualche volta perfino vittoriose, e cito a caso la più importante, quel referendum del 2005 sulla Legge 40 che ci diede il sentimento di una tenuta, la speranza che un popolo cristiano, cioè pienamente umano, ancora reggeva.

 

Uso l’imperfetto, presidente, perché siamo, sono spaesata, e non ci giro tanto intorno. Davvero Lei è pronto a consegnare il paese a Fini? Davvero per cacciare Berlusconi è disposto a ignorare i suggerimenti di voci autorevoli nella Chiesa (e mi riferisco a quelle fedeli all’autorità, le altre, in ordine sparso, non mi interessano), ad allearsi su un programma elettorale comune con un liberale dell’ultim’ora, un anticlericale d’antan ma ben nascosto per tanti anni, per opportunismo, un politico capace di strizzare l’occhio e pianificare conversioni ideali e strategie in base a un ritorno d’immagine, o di potere?

  

Caro presidente, da almeno dieci anni ci sveniamo sui temi che più ci stanno a cuore (parlo al plurale, l’avete scritto nero su bianco), sui “valori irrinunciabili”, da cui tutti gli altri discendono e prendono consistenza e forza. Quelli della vita, da rispettare e tutelare dal concepimento alla morte naturale. Che si tratti dell’uso delle staminali embrionali, della fecondazione eterologa, dell’assistenza ai bimbi prematuri, di un’applicazione completa della legge 194, nata a difesa della maternità, non per la diffusione dell’aborto. Fino alla caparbia difesa del diritto a vivere, non a morire, a definire la vita degna sempre, non a seconda della sua qualità. Ha presente le posizioni di tanti finiani sulla fecondazione in provetta, presidente?


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COMMENTI
01/12/2010 - Dare a Cesare. (luisella martin)

E' difficile dirlo,ma sembra che le donne sappiano investire meglio i loro talenti in ogni ambito. Mi compiaccio e mi congratulo per il contenuto, il linguaggio usato...per ogni parola dell'articolo.Osservo che altre donne hanno manifestato la loro gioia nel leggere questa lettera a Casini e mi auguro che l'onorevole rifletta e faccia un passo indietro per mettere una donna alla guida del suo partito,se non riesce ad uscire dal pasticcio che si sta creando.Le donne, per tanti secoli,hanno camminato un passo dietro l'uomo ed hanno imparato così ad essere più umili.Le donne cristiane,in aggiunta,hanno capito che,per far valere ciò in cui credono,non serve uscire allo scoperto(commento di Andrea Sartori),ma basta portare la propria croce. Mi pare che i politici che portano la propria croce con coraggio e dignità,siano essi credenti o no, uomini o donne,di destra,di sinistra o di centro,si riconoscano. Non possiamo pretendere che Cesare diventi Pietro, possiamo però suggerire a Cesare di essere coerente con sé stesso,come ha fatto la brava Monica Mondo.

 
16/11/2010 - non mi faccio rottamare (marta gaddoni)

Davvero una bella sorpresa questo articolo. Grazie poichè nella sintesi è emersa la preoccupazione più vera. Non si rottamano i valori, non si può! L'Italia ha bisogno di riprendere un respiro a due polmoni, pieno e vitale. Non sarà un accordo dell'ultima ora a riaprire la finestra. Anzi rischia di rendere l'aria ancora più pesante e soffocante. Occorre davvero lavorare e combattere senza sosta, certi e tenaci su ciò che vale la pena.

 
16/11/2010 - Sottoscrivo con gratitudine. (claudia mazzola)

Che grazia che al mondo ci siano donne come Monica Mondo!

 
16/11/2010 - brava ! (attilio sangiani)

da sempre penso le stesse cose e prevedo per Casini un tonfo elettorale senza precedenti. Purtroppo emerge in lui il peggio dei democristiani,che in passato lui stesso aveva ammonito circa la scomparsa come forza politica di governo,cristianamente ispirata. Spregevole,poi,mi sembra il segretario Cesa,dallo sguardo bieco e sporco,che ha difeso l'on Mele, sorpreso nel mezzo di un "festino" con donnine e droga,con argomenti stomachevoli.

 
16/11/2010 - lettera a Casini (andrea sartori)

Tutto giusto ma..Certamente sarebbe preferibile che i vari Formigoni e Lupi lasciassero la compagnia ( dall'ex margherita non c'è molto da attendere) ma la politica si fa anche con chi non condivide in toto le nostre idee. Diverso sarebbe fare un partito unico ma questo non è all'orizzonte anche se l'UDC cerca di intrecciare realtà al di fuori di sè. Questo è il momento di uscire allo scoperto, come ci chiedono i nostri Pastori, e far valere ciò in cui crediamo.

 
16/11/2010 - uomini dell'UDC (cesare barbadoro)

Da cittadino cattolico ho sempre sostenuto elettoralmente il vostro Partito in quanto ispirato ai valori cristiani, del rispetto alla persona, della solidarietà e della lealtà. L'essere uomini significa dimostrare coerenza ai valori in cui si crede. Per un politico dell’UDC speravo fosse il proporre e il perseguire finalità conformi all'etica e alla morale degli ideali cui si fa riferimento: quelli della cristianità. Mi domando: che testimoni siete dei valori, cui pubblicamente dichiarate ispirarvi se, di fatto, in questa delicatissima e drammatica situazione economica e sociale del Paese, anziché perseguire prioritariamente l’interesse pubblico, tradite la linea politica promessa all’elettorato per avere, come minoranza strategica in un futuribile quadro politico instabile, maggior peso da mercanteggiare sottobanco nel bipolarismo italiano. Come già in passato, dove astuti, opportunisti e sleali uomini della peggior politica italiana hanno dato deplorevole esempio. Attenzione, voi state “traghettando” il peso politico del pensiero cattolico verso un’area diversa, non certo voluta dai vostri elettori, in una sciagurata iniziativa, da “armata Brancaleone”, con l’anticlericale Fini e compagni. Iniziativa non certo finalizzata al fine di creare un’area politica eticamente migliore! E’ immorale servirsi del potere che l’elettorato vi ha conferito per finalizzarlo a bassi scopi personali e di potere. Così, come Fini, lo si tradisce! Cesare Barbadoro

 
16/11/2010 - lettera aperta a casini (anita brollo)

Grazie Monica per la sua lettera aperta a Casini: non avrebbe espresso così bene le mie sensazioni neppure se l'avessi scritta di persona! Nella puntata di ieri sera di 8 e mezzo, infatti, mi sono passati per la mente i suoi stessi identici pensieri mentre ascoltavo Casini che si predisponeva a cacciarci in un'altra di quelle storie nelle quali bisogna stare di ripiego e con il naso turato. Non ne ho mai avuta voglia, di storie così. Ora, con tutti i problemi reali che ci sono da affrontare, meno del solito avrei l'energia necessaria ad autoconvincermi che i compromessi sono sempre un male necessario.Non ci credo più. Per quanto tempo ancora dovremo essere politicamente homeless? Perciò, per quel che può valere la firma di una donna comune, impegnata a far quadrare i conti tra famiglia, lavoro e qualche interesse (tra cui quello per le vicende politiche), mi consenta di sottoscrivere la sua bella lettera.