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LETTERA/ Caro Casini, non si possono "svendere" i valori per un governo con Fini

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Torniamo ad un Far West che spalanca le porte al’eugenetica? Si ricorda Eluana? Uccisa, nonostante la mobilitazione di un ministro, nonostante l’intervento del presidente del Consiglio, perché la politica tutta non ebbe il coraggio di gridare con voce più netta e profetica? Da che parte stava Fini, lo ricorda?

 

Il suo partito si pone, tra i pochi, a difesa della famiglia secondo Costituzione, fondata cioè sul matrimonio tra un uomo e una donna. Punto. Non ci sono altre possibilità, se non il rispetto sempre e comunque dei diritti della persona, di qualunque persona. Sa che pensa Fini della famiglia, vero? Apriamo alle coppie di fatto, ai matrimoni omosessuali, alle adozioni dei gay? Lasciamole a Vendola, queste cose ci penserà già lui, con buona pace dei cattolici adulti del suo partito.

 

Potrei parlare della legge elettorale (buttiamo via 17 anni di bipolarismo?), dell’idea di cultura, di Stato, di libera stampa (quando sta dalla tua), di libera magistratura (quando sta dalla tua) che Fini ha esaltato in quest’ultimo anno di repentini mutamenti. Ma mi bastano i temi citati prima, i più cari, quelli che cerco di spigare ai miei figli, che il Papa ci ricorda ad ogni occasione. Li si può svendere o accantonare per far fuori Berlusconi? Vogliamo parlare della scuola paritaria? È vero, ogni anno Tremonti ci toglie quei quattro soldi, e poi ce li ridà, come un regalo. Ma siamo sicuri che non ci sia di peggio, cioè non averli per niente, quei soldi? E la libertà di educazione? E l’ora di religione, che ne dice, potremmo fare come la Francia. E l’8 per mille, mica è un diritto, il Concordato è roba vecchia. Fantasie. Esagerazioni, dirà; finché ci siamo noi, certe cose non si toccano. Siamo garanti noi.

 

Mi permetta di dubitare, presidente. Abbiamo qualche pregiudizio, ormai. Si fa in fretta a cedere, per un bene superiore, cioè la stabilità, la crisi economica, eccetera. Credo che non ci sia bene superiore alla coscienza di quel che siamo. La laicità non è contro una visione del mondo illuminata dalla fede: questa visione del mondo, dell’uomo, si tratta di difendere. Ci pensi, Presidente Casini. Non ci obblighi a scegliere tra Fini e Vendola. Non combini pasticci. Ci sono compagnie di giro buone per una bevuta, non per governare né per proporsi come salvatori del paese. Ci parli, ma niente governi con loro, niente programmi. Corra da solo.

 

La ringrazio di cuore dell’attenzione,

 

Monica Mondo



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COMMENTI
01/12/2010 - Dare a Cesare. (luisella martin)

E' difficile dirlo,ma sembra che le donne sappiano investire meglio i loro talenti in ogni ambito. Mi compiaccio e mi congratulo per il contenuto, il linguaggio usato...per ogni parola dell'articolo.Osservo che altre donne hanno manifestato la loro gioia nel leggere questa lettera a Casini e mi auguro che l'onorevole rifletta e faccia un passo indietro per mettere una donna alla guida del suo partito,se non riesce ad uscire dal pasticcio che si sta creando.Le donne, per tanti secoli,hanno camminato un passo dietro l'uomo ed hanno imparato così ad essere più umili.Le donne cristiane,in aggiunta,hanno capito che,per far valere ciò in cui credono,non serve uscire allo scoperto(commento di Andrea Sartori),ma basta portare la propria croce. Mi pare che i politici che portano la propria croce con coraggio e dignità,siano essi credenti o no, uomini o donne,di destra,di sinistra o di centro,si riconoscano. Non possiamo pretendere che Cesare diventi Pietro, possiamo però suggerire a Cesare di essere coerente con sé stesso,come ha fatto la brava Monica Mondo.

 
16/11/2010 - non mi faccio rottamare (marta gaddoni)

Davvero una bella sorpresa questo articolo. Grazie poichè nella sintesi è emersa la preoccupazione più vera. Non si rottamano i valori, non si può! L'Italia ha bisogno di riprendere un respiro a due polmoni, pieno e vitale. Non sarà un accordo dell'ultima ora a riaprire la finestra. Anzi rischia di rendere l'aria ancora più pesante e soffocante. Occorre davvero lavorare e combattere senza sosta, certi e tenaci su ciò che vale la pena.

 
16/11/2010 - Sottoscrivo con gratitudine. (claudia mazzola)

Che grazia che al mondo ci siano donne come Monica Mondo!

 
16/11/2010 - brava ! (attilio sangiani)

da sempre penso le stesse cose e prevedo per Casini un tonfo elettorale senza precedenti. Purtroppo emerge in lui il peggio dei democristiani,che in passato lui stesso aveva ammonito circa la scomparsa come forza politica di governo,cristianamente ispirata. Spregevole,poi,mi sembra il segretario Cesa,dallo sguardo bieco e sporco,che ha difeso l'on Mele, sorpreso nel mezzo di un "festino" con donnine e droga,con argomenti stomachevoli.

 
16/11/2010 - lettera a Casini (andrea sartori)

Tutto giusto ma..Certamente sarebbe preferibile che i vari Formigoni e Lupi lasciassero la compagnia ( dall'ex margherita non c'è molto da attendere) ma la politica si fa anche con chi non condivide in toto le nostre idee. Diverso sarebbe fare un partito unico ma questo non è all'orizzonte anche se l'UDC cerca di intrecciare realtà al di fuori di sè. Questo è il momento di uscire allo scoperto, come ci chiedono i nostri Pastori, e far valere ciò in cui crediamo.

 
16/11/2010 - uomini dell'UDC (cesare barbadoro)

Da cittadino cattolico ho sempre sostenuto elettoralmente il vostro Partito in quanto ispirato ai valori cristiani, del rispetto alla persona, della solidarietà e della lealtà. L'essere uomini significa dimostrare coerenza ai valori in cui si crede. Per un politico dell’UDC speravo fosse il proporre e il perseguire finalità conformi all'etica e alla morale degli ideali cui si fa riferimento: quelli della cristianità. Mi domando: che testimoni siete dei valori, cui pubblicamente dichiarate ispirarvi se, di fatto, in questa delicatissima e drammatica situazione economica e sociale del Paese, anziché perseguire prioritariamente l’interesse pubblico, tradite la linea politica promessa all’elettorato per avere, come minoranza strategica in un futuribile quadro politico instabile, maggior peso da mercanteggiare sottobanco nel bipolarismo italiano. Come già in passato, dove astuti, opportunisti e sleali uomini della peggior politica italiana hanno dato deplorevole esempio. Attenzione, voi state “traghettando” il peso politico del pensiero cattolico verso un’area diversa, non certo voluta dai vostri elettori, in una sciagurata iniziativa, da “armata Brancaleone”, con l’anticlericale Fini e compagni. Iniziativa non certo finalizzata al fine di creare un’area politica eticamente migliore! E’ immorale servirsi del potere che l’elettorato vi ha conferito per finalizzarlo a bassi scopi personali e di potere. Così, come Fini, lo si tradisce! Cesare Barbadoro

 
16/11/2010 - lettera aperta a casini (anita brollo)

Grazie Monica per la sua lettera aperta a Casini: non avrebbe espresso così bene le mie sensazioni neppure se l'avessi scritta di persona! Nella puntata di ieri sera di 8 e mezzo, infatti, mi sono passati per la mente i suoi stessi identici pensieri mentre ascoltavo Casini che si predisponeva a cacciarci in un'altra di quelle storie nelle quali bisogna stare di ripiego e con il naso turato. Non ne ho mai avuta voglia, di storie così. Ora, con tutti i problemi reali che ci sono da affrontare, meno del solito avrei l'energia necessaria ad autoconvincermi che i compromessi sono sempre un male necessario.Non ci credo più. Per quanto tempo ancora dovremo essere politicamente homeless? Perciò, per quel che può valere la firma di una donna comune, impegnata a far quadrare i conti tra famiglia, lavoro e qualche interesse (tra cui quello per le vicende politiche), mi consenta di sottoscrivere la sua bella lettera.