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Politica

SCENARIO/ Berlusconi-Fini: chi sta tradendo la Costituzione?

Pur di giustificare la correttezza del relativo comportamento istituzionale si è fornita una lettura del ruolo del Presidente della Camera sbiadito e sostanzialmente svuotato d’ogni potere

FiniNapolitanoAlfanoR400.jpg(Foto)

Sono giorni in cui accade di tutto. È successo perfino che il Pm presso il Tribunale per i Minori di Milano abbia criticato il ministro dell’Interno per l’informativa resa al Senato sulla vicenda “Ruby”, sino a rivolgersi direttamente al Csm, in quanto nella relativa ricostruzione il secondo si sarebbe fondato su atti ufficiali e non sulla relativa interpretazione. A dire del pubblico ministero l’espressione formalmente impiegata nella relazione esplicativa resa dal medesimo Pm al Procuratore capo (“non ricordo di avere autorizzato l’affidamento”) avrebbe dovuto essere intesa nel suo contrario (“ricordo di non avere autorizzato l’affidamento”); ciò in quanto, come lo stesso ha candidamente affermato in una lunga intervista, si sarebbe trattato di “un errore nella costruzione della frase”. Ha infatti aggiunto: “avrei dovuto scrivere: «ricordo di non avere autorizzato», perché era questo il senso” (Corriere della Sera, 14 novembre 2010). Il tutto, quasi che oramai anche i giudici possano prendere le distanze da quanto formalizzato ufficialmente nei propri atti, sino a colpevolizzare i relativi destinatari di prestare affidamento alle parole ivi impiegate. Eppure - a ben vedere - quel Pm ha potuto godere di un invidiabile trattamento televisivo (addirittura la rubrica di approfondimento domenicale di Rai Tre il primo pomeriggio), innegabilmente escluso a tutti quei giudici che, invece, non commettono “errori nella costruzione delle frasi”!

Di qui, gli inevitabili interrogativi: forse che sia maggiormente conveniente commettere “errori”, battere i piedi e contestare chi si attarda nell’affidamento delle regole istituzionali? Forse che la vera e indicibile cifra dell’interminabile transizione in atto consista, per l’appunto, nella legittimazione materiale del ribaltamento delle condotte istituzionali? In definitiva, forse che il prezzo dell’auspicabile conclusione del presente bipolarismo astioso, inconcludente e sempre meno rappresentativo sia proprio quello di rendere giustificabili quei comportamenti istituzionalmente devianti, purché ritenuti consoni alla “causa”?


COMMENTI
16/11/2010 - Equilibrio e problematicità II parte (Franco Labella)

Perchè, però, non chiarire la strumentalità di una richiesta (lo scioglimento di una sola Camera da parte del massimo teorico dello stravolgimento della Costituzione formale e cioè Berlusconi) anche in virtù del fatto che, se ipoteticamente il dibattito sulla fiducia iniziasse alla Camera, il Senato non avrebbe alcuna verifica sulla reale esistenza della attuale maggioranza? Dal momento che la sfiducia di una sola Camera, in un sistema di bicameralismo perfetto come il nostro, è la condizione sufficiente per provocare le dimissioni del Governo, si vede che il tentativo di trasformare Berlusconi da picconatore populista della Carta in suo strenuo difensore, fallisce miseramente. Anche se non siamo nella sezione "Educazione" mi piacerebbe poi tanto che gli illustri costituzionalisti che collaborano al Sussidiario (da Zanon alla Violini, dalla Paggi a della Mura) dicessero la loro sulla decisione del Ministro Gelmini di eliminare lo studio del Diritto alle superiori e di non attivare "Cittadinanza e Costituzione". O forse le giovani generazioni è meglio che non siano investite di quello che è oggetto di quotidiana discussione nel Paese come dimostrano gli articoli del Sussidiario? I miei ex studenti di Liceo, fino all'anno scorso, che cosa sia una crisi di Governo extraparlamentare l'hanno saputo. Da quest'anno questo non avviene più ma , in compenso, gli studenti dovrebbero ritornare e studiare la buona sana vecchia Ed. civica. od occuparsi del fair play sportivo E' normale?

 
16/11/2010 - Equilibrio e problematicità (Franco Labella)

L'articolo del prof. Tondi della Mura ha il pregio di tentare una ricostruzione equilibrata di quanto sta accadendo. Ha in sè,però, a mio giudizio dei nuclei di problematicità non affrontati. Ad esempio quando nella parte finale affronta il paradosso di una legge elettorale con premio di maggioranza che rispetto al passato (legge truffa e persino Legge Acerbo)ha un neo di troppo: non prevede una soglia minima oltrepassata la quale scatti il premio. Per cui se si abbassasse (come risulta dai sondaggi) ancora la percentuale ipotetica del PDL, potremmo avere un Berlusconi ancor più arroccato ma con il premio di maggioranza far da scudo ad una perdita di consenso rilevante nel Paese. Non sarebbe gran chè diverso se a conquistare la maggioranza relativa fosse un attuale partito di opposizione. Basterebbe già questo a far capire la necessità di arrivare ad una legge elettorale diversa e a non votare con quella esistente. Assolutamente d'accordo con l'osservazione, mutuata dalla prof.ssa Violini, che il presidente della Camera che sollecita una crisi extraparlamentare è sicuramente un vulnus pesante alla terzietà e difesa del Parlamento. segue

 
16/11/2010 - L'origine del tradimento (enrico maranzana)

Esiste una questione che non dovrebbe trascurata: è fondata la decisione degli aderenti di Futuro e Libertà d’abbandonare il governo? I fatti: 29 settembre il governo ottiene la fiducia esponendo cinque priorità; un mese dopo, il 6-7 novembre, Fini asserisce che il governo non ha fatto nulla per dar inizio alla ricerca delle vie di soluzione delle urgenze. Sarà vero? Chi possiede le informazioni per sciogliere l’enigma?