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SCENARIO/ Berlusconi-Fini: chi sta tradendo la Costituzione?

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Si tratta di interrogativi, che l’attuale crisi politica rende sempre più stridenti. Si consideri la vicenda della creazione del gruppo parlamentare Futuro e libertà promossa dal Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini. Pur di giustificare la correttezza del relativo comportamento istituzionale, si è detto che non è d’impedimento alla conservazione della Terza carica dello Stato il fatto che il relativo titolare sia nel frattempo diventato il leader di un gruppo politico in palese e irrimediabile conflitto con il segretario del partito d’originaria appartenenza. Per far ciò, si è fornita una lettura del ruolo del Presidente della Camera sbiadito e sostanzialmente svuotato d’ogni potere; ci si è limitati a dire che il relativo compito è quello di rappresentare la Camera e di dirigerne la discussione, quasi che si tratti di una figura neutra e priva di reale incidenza. E così non si sono ricordati gli straordinari poteri invece riconosciuti allo stesso, come quello di fissazione autonoma dell’ordine del giorno dell’Assemblea in caso di disaccordo nella conferenza dei capigruppo (Regolamento della Camera, art. 23), ovvero quello di concorrere alla nomina di prestigiose cariche istituzionali, quali quelle riguardanti i componenti di alcune autorità indipendenti. Si è così elusa la domanda fondamentale sottesa all’intera vicenda: con quale terzietà potranno mai essere esercitati detti poteri?

Nel medesimo senso, si consideri ancor più quanto verificatosi in occasione del congresso fondativo del movimento di Futuro e libertà, con l’accorato appello del Presidente della Camera al Presidente del Consiglio di rassegnare le dimissioni, pena il ritiro dei “propri” ministri dalla compagine governativa (condotta già attentamente stigmatizzata da Lorenza Violini su queste stesse colonne). Pur di giustificare l’operato del Presidente della Camera si è omesso di ricordare quanto, invece, si lamentava fino alla nausea nella Prima repubblica e quanto si legge con chiarezza in qualsiasi manuale di Diritto costituzionale, ossia che in un regime parlamentare le crisi di governo devono sorgere all’interno e non già all’esterno delle Camere; solamente in tal caso, infatti, le ragioni della crisi possono essere pubbliche e trasparenti, a totale beneficio dei principi della rappresentanza parlamentare e della responsabilità politica. Si è così elusa la domanda fondamentale sottesa all’intera vicenda: quale tutela delle ragioni del parlamentarismo e quale garanzia della Camera dei Deputati ha esercitato nella specie la Terza carica dello Stato, invitando il Presidente del Consiglio a promuovere una crisi extraparlamentare?


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COMMENTI
16/11/2010 - Equilibrio e problematicità II parte (Franco Labella)

Perchè, però, non chiarire la strumentalità di una richiesta (lo scioglimento di una sola Camera da parte del massimo teorico dello stravolgimento della Costituzione formale e cioè Berlusconi) anche in virtù del fatto che, se ipoteticamente il dibattito sulla fiducia iniziasse alla Camera, il Senato non avrebbe alcuna verifica sulla reale esistenza della attuale maggioranza? Dal momento che la sfiducia di una sola Camera, in un sistema di bicameralismo perfetto come il nostro, è la condizione sufficiente per provocare le dimissioni del Governo, si vede che il tentativo di trasformare Berlusconi da picconatore populista della Carta in suo strenuo difensore, fallisce miseramente. Anche se non siamo nella sezione "Educazione" mi piacerebbe poi tanto che gli illustri costituzionalisti che collaborano al Sussidiario (da Zanon alla Violini, dalla Paggi a della Mura) dicessero la loro sulla decisione del Ministro Gelmini di eliminare lo studio del Diritto alle superiori e di non attivare "Cittadinanza e Costituzione". O forse le giovani generazioni è meglio che non siano investite di quello che è oggetto di quotidiana discussione nel Paese come dimostrano gli articoli del Sussidiario? I miei ex studenti di Liceo, fino all'anno scorso, che cosa sia una crisi di Governo extraparlamentare l'hanno saputo. Da quest'anno questo non avviene più ma , in compenso, gli studenti dovrebbero ritornare e studiare la buona sana vecchia Ed. civica. od occuparsi del fair play sportivo E' normale?

 
16/11/2010 - Equilibrio e problematicità (Franco Labella)

L'articolo del prof. Tondi della Mura ha il pregio di tentare una ricostruzione equilibrata di quanto sta accadendo. Ha in sè,però, a mio giudizio dei nuclei di problematicità non affrontati. Ad esempio quando nella parte finale affronta il paradosso di una legge elettorale con premio di maggioranza che rispetto al passato (legge truffa e persino Legge Acerbo)ha un neo di troppo: non prevede una soglia minima oltrepassata la quale scatti il premio. Per cui se si abbassasse (come risulta dai sondaggi) ancora la percentuale ipotetica del PDL, potremmo avere un Berlusconi ancor più arroccato ma con il premio di maggioranza far da scudo ad una perdita di consenso rilevante nel Paese. Non sarebbe gran chè diverso se a conquistare la maggioranza relativa fosse un attuale partito di opposizione. Basterebbe già questo a far capire la necessità di arrivare ad una legge elettorale diversa e a non votare con quella esistente. Assolutamente d'accordo con l'osservazione, mutuata dalla prof.ssa Violini, che il presidente della Camera che sollecita una crisi extraparlamentare è sicuramente un vulnus pesante alla terzietà e difesa del Parlamento. segue

 
16/11/2010 - L'origine del tradimento (enrico maranzana)

Esiste una questione che non dovrebbe trascurata: è fondata la decisione degli aderenti di Futuro e Libertà d’abbandonare il governo? I fatti: 29 settembre il governo ottiene la fiducia esponendo cinque priorità; un mese dopo, il 6-7 novembre, Fini asserisce che il governo non ha fatto nulla per dar inizio alla ricerca delle vie di soluzione delle urgenze. Sarà vero? Chi possiede le informazioni per sciogliere l’enigma?