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SCENARIO/ Quelle tre mosse che allontanano Berlusconi da Napolitano

Pubblicazione:mercoledì 17 novembre 2010

BerlusconiPensieroso_R375.jpg (Foto)

Ar-core non si comanda, come si sa. Ma da Arcore non si comanda sul Quirinale. Con la consueta capacità di affermare in modo dirompente quanto potrebbe apparire persino ovvio, Giorgio Napolitano ha ribadito che la decisione sullo scioglimento delle Camere, una o due che siano, tocca a lui e a lui solo.

Al momento non è chiaro se Fini sia in grado davvero di far mancare la fiducia alla Camera, tenendo unito il suo gruppo di (36?) deputati. Ma se dovesse davvero riuscirvi gli esegeti del Quirinale ritengono poco probabile che lo sbocco possa essere davvero quello chiesto e auspicato dal premier, ossia lo scioglimento della sola Camera dei Deputati. Intanto perché Berlusconi i buoni rapporti con Napolitano se li è giocati da quel dì: al posto di puntare sul Colle come garante delle riforme e vero puntello della legislatura il Cavaliere è riuscito progressivamente a spazientirlo, con tre mosse una più maldestra dell’altra.

La prima, attaccarlo sul lodo Alfano bocciato dalla Consulta, laddove il Quirinale, in realtà, era parte lesa, avendolo lui stesso promulgato. Due, la tardiva nomina del ministro dello Sviluppo, per giunta ignorando una perplessità riferitagli a viso aperto da Napolitano sul nome di Romani. La terza mossa sbagliata, infine, è stata l’essersi inventato nel frattempo un inutile ministero per la Sussidiarietà, pacchianamente a ridosso della chiamata in giudizio del ministro aspirante Brancher.

Ora, non si può ritenere che Napolitano agisca a dispetto, ma non è nemmeno agevole immaginare (nel caso, ripeto, che venga a mancare la fiducia alla Camera) che possa concedere a Berlusconi, in questo clima, quanto solo due anni e mezzo fa fu negato al centrosinistra a parti invertite. Prodi infatti aveva perso la maggioranza solo al Senato (grazie al mitico Turigliatto) , e non alla Camera, ma si andò comunque allo scioglimento anticipato.

Gli errori di Berlusconi in questi ultimi mesi sono stati davvero molti, e non si capisce fino in fondo se siano dovuti al temperamento schietto e ardimentoso dell’uomo o alla modestia dei consiglieri cui si è affidato, ignorando Gianni Letta. 


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COMMENTI
17/11/2010 - cattolici coraggio 2/2 (MAURIZIO BORGHI)

studente nelle paritarie è di gran lungfa inferiore a quello di uno nelle scuole statali...) Siamo chiamati in causa solo quando c'è da andare in TV e nessuno ha il coraggio di farlo Credo che i cattolici anche nel centro destra manchino di coraggio e non spendano tutto loro (esiguo) credito politico sul fronte del quozi ente familiare e del buono scuola con realismo ed umiltà. Detto in modo più crudo bisognerebbe puntare a qualche poltrona in meno e a qualche risultato politico di ampio respiro in più. Ma questo ha a che fare con le motivazioni per le quali ci si impegna in politica. Ora più che mai è necessario chiarirsele.

 
17/11/2010 - cattolici coraggio 1/2 (MAURIZIO BORGHI)

Ottimo articolo davvero, sia per le analisi politiche sia perchè richiama al recupero delle ragioni di un impegno politico dei cattolici in entrambi gli schieramenti. Credo che le priorità politiche non più rimandabili specialmente in questo periodo di crisi siano la questione educativa e il quozionte familiare. Su questi due punti i cattolici impegnati in politica devono essere severamente giudicati, tutti nessuno escluso. Se per quanto riguarda il centro-sinistra si potrebbe archiviare facilmente la questione ricordando come molte tematiche sono affrontate solo dal punto di vista ideologico che soffoca la verità , tuttavia anche per quanto riguarda il centro-destra bisognerebbe tenere presente il famoso detto evangelico che parla di Dio e mammona. Purtroppo si evocano giustificazioni di carattere economico per coprire la mancata volontà politica. Vorrei ricordare che solo 1 famiglia su 4 (circa 6 milioni) ha nucleo familiare con almeno 4 componenti: i numeri testimoniano se ce ne fosse ancora bisogno che il problema è solo politico. Io invece ho sentito con le mie orecchie affermare anche da politici cattolici che la penuria di risorse e difficoltà tecniche di realizzazione indurrebbero a provare altre strade diverse da quella del quoziente familiare (bah!) In ogni finanziaria si scopre che manca la copertura economica per le scuole paritarie e i soldi vengono recuperati solo in extra-time con non poche difficoltà (pur sapendo che il costo di uno

 
17/11/2010 - Casi della politica e della vita. (Carlo Martinelli)

Pezzo molto bello, molto interessante. Però andrebbe fatta una considerazione aggiuntiva a tutto quanto esposto con estrema lucidità e raziocinio. Io avevo, ed ho - non più tra i piedi per fortuna - una mamma più altera e despota del Berlusca. Nei suoi confronti avevo provato anche pulsioni omicide. Ma per levarmela di torno non ho distrutto la casa comune con lei dentro.

 
17/11/2010 - Finalmente una parola chiara (Eros Catozzi)

Le faccio i miei complimenti per una disamina perfetta di questi ultimi anni.Sono d'accordo con lei che si deve creare una novita' anche nel centrodestra (inteso come PDL) ..Formigoni puo' giocare una carta importante nel mantenere unito l'elettorato cattolico creando una nuova formazione che puo' portare via voti all'UDC ..rimanendo cmq fedeli alla leadership di berlusconi (unico capace a fornire un collante tra tante teste impazzite ,ma qui il problema e' la testa di noi italiani ) pero' fornendo un punto di riferimento a chi e' cristiano senza ombre nel comportamento personale e negli scopi (vedi Famiglia,Scuola e Sussidiarieta' )...