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Politica

SCENARIO/ Quelle tre mosse che allontanano Berlusconi da Napolitano

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Certo, Gianfranco Fini era diventato una spina nel fianco, ma non si passa a sfiduciarlo senza contraddittorio (in un partito che si chiama “della Libertà”) prima di aver conteggiato e neutralizzato gli effetti che tale mossa può originare.

Viene da sorridere oggi ricordando la direzione del Pdl di fine aprile che intendeva umiliare Fini con altisonanti argomenti vagamente maoisti ("Servire il popolo") degni di miglior causa, mentre era ancora il momento di trattare, di depotenziarlo, di addomesticarlo. L’effetto, lo si è visto, è stato invece quello di regalargli, per solidarietà indotta, la formazione di un partito laddove ormai politicamente, Fini, sembrava ormai isolato e inoffensivo.

Non solo: non si va (altro errore) a fare il gioco del pallottoliere in prima persona (come ha fatto Berlusconi nel tentativo di rendere Fini non più decisivo) trattando con Pionati, Nucara o Saverio Romano, senza mettere in conto, in caso di insuccesso, l’irrigidimento non solo di Fini, ma anche di Pier Ferdinando Casini stavolta, irritato per la campagna acquisti ai suoi danni in Sicilia. A quel punto l’appello di Berlusconi in Parlamento a Fli e Udc è parso tardivo e privo di credibilità, e infatti non ha sortito effetti.

La vicenda di Ruby, infine, con il devastante calo di immagine che ne è derivato per il premier, ha contribuito a convincere Fini, con grande cinismo, che poteva essere inferto il colpo decisivo al nemico/alleato il quale non era riuscito nell’intento di annientarlo, si pensi anche alle inchieste del Giornale di famiglia sulla casa di Montecarlo.

Non ci vorremmo qui inserire nella dissertazione sulle ragioni vere, e sui torti, della disputa atavica Berlusconi-Fini arrivata al momento finale, né è facile scommettere sugli sbocchi possibili della stessa. Staremo a vedere.

Solo la sicumera che contraddistingue, citando Eugenio Montale, gli uomini che non si voltano (e se ne vedono tanti in giro) può consentire di vedere certezze che in realtà non vi sono per nessuno, tantomeno per il Paese che versa in grave difficoltà.

Chi prova a far di conto, invece, senza farsi accecare dall’odio tribale, vede all’orizzonte in caso di voto con questo sistema elettorale folle e sghembo, una più che probabile, e spaventosa, paralisi istituzionale con maggioranze di segno diverso fra Camera e Senato, essendo verosimile la vittoria a Montecitorio dell’asse Pdl-Lega (che riporterebbe il 55 per cento dei seggi previsto dal premio di maggioranza) mentre a Palazzo Madama l'apparentamento un po' forzato fra Fli, Udc e Api consentirebbe a queste tre forze, altrettanto verosimilmente, di superare l’otto per cento in tutte le regioni. 


COMMENTI
17/11/2010 - cattolici coraggio 2/2 (MAURIZIO BORGHI)

studente nelle paritarie è di gran lungfa inferiore a quello di uno nelle scuole statali...) Siamo chiamati in causa solo quando c'è da andare in TV e nessuno ha il coraggio di farlo Credo che i cattolici anche nel centro destra manchino di coraggio e non spendano tutto loro (esiguo) credito politico sul fronte del quozi ente familiare e del buono scuola con realismo ed umiltà. Detto in modo più crudo bisognerebbe puntare a qualche poltrona in meno e a qualche risultato politico di ampio respiro in più. Ma questo ha a che fare con le motivazioni per le quali ci si impegna in politica. Ora più che mai è necessario chiarirsele.

 
17/11/2010 - cattolici coraggio 1/2 (MAURIZIO BORGHI)

Ottimo articolo davvero, sia per le analisi politiche sia perchè richiama al recupero delle ragioni di un impegno politico dei cattolici in entrambi gli schieramenti. Credo che le priorità politiche non più rimandabili specialmente in questo periodo di crisi siano la questione educativa e il quozionte familiare. Su questi due punti i cattolici impegnati in politica devono essere severamente giudicati, tutti nessuno escluso. Se per quanto riguarda il centro-sinistra si potrebbe archiviare facilmente la questione ricordando come molte tematiche sono affrontate solo dal punto di vista ideologico che soffoca la verità , tuttavia anche per quanto riguarda il centro-destra bisognerebbe tenere presente il famoso detto evangelico che parla di Dio e mammona. Purtroppo si evocano giustificazioni di carattere economico per coprire la mancata volontà politica. Vorrei ricordare che solo 1 famiglia su 4 (circa 6 milioni) ha nucleo familiare con almeno 4 componenti: i numeri testimoniano se ce ne fosse ancora bisogno che il problema è solo politico. Io invece ho sentito con le mie orecchie affermare anche da politici cattolici che la penuria di risorse e difficoltà tecniche di realizzazione indurrebbero a provare altre strade diverse da quella del quoziente familiare (bah!) In ogni finanziaria si scopre che manca la copertura economica per le scuole paritarie e i soldi vengono recuperati solo in extra-time con non poche difficoltà (pur sapendo che il costo di uno

 
17/11/2010 - Casi della politica e della vita. (Carlo Martinelli)

Pezzo molto bello, molto interessante. Però andrebbe fatta una considerazione aggiuntiva a tutto quanto esposto con estrema lucidità e raziocinio. Io avevo, ed ho - non più tra i piedi per fortuna - una mamma più altera e despota del Berlusca. Nei suoi confronti avevo provato anche pulsioni omicide. Ma per levarmela di torno non ho distrutto la casa comune con lei dentro.

 
17/11/2010 - Finalmente una parola chiara (Eros Catozzi)

Le faccio i miei complimenti per una disamina perfetta di questi ultimi anni.Sono d'accordo con lei che si deve creare una novita' anche nel centrodestra (inteso come PDL) ..Formigoni puo' giocare una carta importante nel mantenere unito l'elettorato cattolico creando una nuova formazione che puo' portare via voti all'UDC ..rimanendo cmq fedeli alla leadership di berlusconi (unico capace a fornire un collante tra tante teste impazzite ,ma qui il problema e' la testa di noi italiani ) pero' fornendo un punto di riferimento a chi e' cristiano senza ombre nel comportamento personale e negli scopi (vedi Famiglia,Scuola e Sussidiarieta' )...