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Politica

SCENARIO/ Quelle tre mosse che allontanano Berlusconi da Napolitano

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Per la famiglia, a bene vedere si è fatto poco o niente. Per questa ragione a mio avviso (e non per altre ragioni di opportunità legate alla vicenda-Ruby) ha fatto bene Berlusconi a disertare il seminario del Forum delle famiglie, al quale avrebbe avuto poco da raccontare. E dire che ci sarebbe stata una maggioranza ampia (con l’Udc e forse anche il Pd), se solo qualcuno attorno al Cavaliere si fosse impuntato sul quoziente familiare come Bossi ha fatto e fa per il federalismo.

E non si dica che non ci sono soldi: si tratta dopotutto di redistribuire in modo più equo il poco o molto che c’è, come ha chiarito Gianni Alemanno al Meeting. Invece, tanto sulla famiglia, tanto sulla scuola paritaria non si è andati oltre la logica dell’obolo e della contribuzione che viene concessa ogni volta a prezzo di nuove trattative, ma può anche essere tolta in ogni momento.

Pesa inoltre come un macigno, proseguendo nel bilancio di questi anni, la difesa poco coraggiosa fatta a suo tempo di Rocco Buttiglione (con lodevoli eccezioni come quella di Mario Mauro) per la sua mancata nomina a commissario europeo, di fatto dovuta alla sua professione di cattolicità. Una vicenda che, rivista oggi, rende ancor meno credibile e mal posta l’affermazione choc di Berlusconi a favore dell’attrazione femminile, rispetto a quella omosessuale, vista la debole difesa che Buttiglione registrò dal Cavaliere in quella circostanza.

Nessuna nostalgia per l’unità politica dei cattolici, ma è un fatto che niente si è rivelato più facile che dividere le persone che sono, o almeno si dicono, impegnate in politica a partire da una comune adesione alla dottrina sociale alla Chiesa.

Si pensi alle progressive rotture senza dimenticare il tentativo portato avanti dallo stesso presidente della Lombardia di dar vita a una lista personale, poco sostenuto e fatto naufragare con poca lungimiranza, essendo la Lombardia uno dei pochi laboratori “reali” (come di diceva una volta del socialismo) che potevano essere esportabili a Roma.

Non so se sia venuto il momento di una sorta di nuovo Movimento Popolare, certo è che autorevolmente si continua ad auspicare la nascita di una nuova generazione politica di cattolici, ma non se ne vede ancora l'alba. Per dirla tutta, sembra che la fedeltà a Berlusconi, abbia influito più, molto di più. della fedeltà e della sintonia con gli amici, a differenza di quanto accade, ad esempio fra i leghisti: alleati fedeli di Berlusconi, ma guai a provare a dividerli.

Ma a furia di non aver voluto Formigoni a Roma “condannandolo” in Lombardia, di non aver voluto Casini e Buttiglione con il loro simbolo (illudendosi di attirarne i voti con l’ingaggio, nel 2008, di qualche dirigente, salvo, ora, a invocarne tardivamente l’ingresso al governo), di emarginare Pisanu (reo, inconfessabilmente, di non aver assecondato la tesi del golpe elettorale quando era ministro dell’Interno) Berlusconi si è ritrovato Fini, il quale ha occupato le praterie lasciate libere da altri.

Cosicché ora è proprio con Fini, alle prese a dire il vero con un vistoso conflitto d’interesse da Presidente della Camera, che Berlusconi dovrà avere a che fare, e l’apparentamento che ieri è stato rifiutato all’Udc oggi è lui stesso a chiederlo a Casini che però non è più disposto a concederglielo. Acuendo la difficoltà di una situazione dagli sbocchi a dir poco incerti. Per la politica e per il Paese.

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COMMENTI
17/11/2010 - cattolici coraggio 2/2 (MAURIZIO BORGHI)

studente nelle paritarie è di gran lungfa inferiore a quello di uno nelle scuole statali...) Siamo chiamati in causa solo quando c'è da andare in TV e nessuno ha il coraggio di farlo Credo che i cattolici anche nel centro destra manchino di coraggio e non spendano tutto loro (esiguo) credito politico sul fronte del quozi ente familiare e del buono scuola con realismo ed umiltà. Detto in modo più crudo bisognerebbe puntare a qualche poltrona in meno e a qualche risultato politico di ampio respiro in più. Ma questo ha a che fare con le motivazioni per le quali ci si impegna in politica. Ora più che mai è necessario chiarirsele.

 
17/11/2010 - cattolici coraggio 1/2 (MAURIZIO BORGHI)

Ottimo articolo davvero, sia per le analisi politiche sia perchè richiama al recupero delle ragioni di un impegno politico dei cattolici in entrambi gli schieramenti. Credo che le priorità politiche non più rimandabili specialmente in questo periodo di crisi siano la questione educativa e il quozionte familiare. Su questi due punti i cattolici impegnati in politica devono essere severamente giudicati, tutti nessuno escluso. Se per quanto riguarda il centro-sinistra si potrebbe archiviare facilmente la questione ricordando come molte tematiche sono affrontate solo dal punto di vista ideologico che soffoca la verità , tuttavia anche per quanto riguarda il centro-destra bisognerebbe tenere presente il famoso detto evangelico che parla di Dio e mammona. Purtroppo si evocano giustificazioni di carattere economico per coprire la mancata volontà politica. Vorrei ricordare che solo 1 famiglia su 4 (circa 6 milioni) ha nucleo familiare con almeno 4 componenti: i numeri testimoniano se ce ne fosse ancora bisogno che il problema è solo politico. Io invece ho sentito con le mie orecchie affermare anche da politici cattolici che la penuria di risorse e difficoltà tecniche di realizzazione indurrebbero a provare altre strade diverse da quella del quoziente familiare (bah!) In ogni finanziaria si scopre che manca la copertura economica per le scuole paritarie e i soldi vengono recuperati solo in extra-time con non poche difficoltà (pur sapendo che il costo di uno

 
17/11/2010 - Casi della politica e della vita. (Carlo Martinelli)

Pezzo molto bello, molto interessante. Però andrebbe fatta una considerazione aggiuntiva a tutto quanto esposto con estrema lucidità e raziocinio. Io avevo, ed ho - non più tra i piedi per fortuna - una mamma più altera e despota del Berlusca. Nei suoi confronti avevo provato anche pulsioni omicide. Ma per levarmela di torno non ho distrutto la casa comune con lei dentro.

 
17/11/2010 - Finalmente una parola chiara (Eros Catozzi)

Le faccio i miei complimenti per una disamina perfetta di questi ultimi anni.Sono d'accordo con lei che si deve creare una novita' anche nel centrodestra (inteso come PDL) ..Formigoni puo' giocare una carta importante nel mantenere unito l'elettorato cattolico creando una nuova formazione che puo' portare via voti all'UDC ..rimanendo cmq fedeli alla leadership di berlusconi (unico capace a fornire un collante tra tante teste impazzite ,ma qui il problema e' la testa di noi italiani ) pero' fornendo un punto di riferimento a chi e' cristiano senza ombre nel comportamento personale e negli scopi (vedi Famiglia,Scuola e Sussidiarieta' )...