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SCENARIO/ 2. La fine del Pd tra berlusconismo e vendolismo: di chi è la colpa?

Le primarie a Milano sono state un campanello d’allarme per il Pd. Meno gente al voto e vittoria del candidato radicale: PEPPINO CALDAROLA illustra i nuovi scenari

PisapiaR400.jpg (Foto)

Le primarie di Milano hanno provocato un altro terremoto nel Pd. Si sono dimessi i vertici locali, si è dimesso dalla segreteria nazionale Filippo Penati. Le primarie milanesi sono state un campanello d’allarme per Bersani. Ha votato meno gente di altre volte e ha vinto il candidato più radicale.

I veltroniani sono subito partiti all’attacco di Bersani accusando la sua gestione di aver smarrito la vocazione originaria del Pd. Adesso in molti temono un effetto Vendola sia per le primarie di altre città italiane sia per quelle nazionali sulla scelta del leader che sfiderà Berlusconi.

Si ha l’impressione che ci sia un’area del partito che ha la testa rivolta all’indietro, a quella stagione del dialogo fra Veltroni e Berlusconi, il famoso CaW, che è fallita per entrambi. Il Pd si ritrova invece ancora una volta con il dilemma sulla propria identità. C’è nella vittoria di Pisapia l’alba di un vendolismo trionfante? Indubbiamente il governatore pugliese sta macinando molto frumento. Pur non essendo nuovo alla politica ne interpreta i suoi valori più  forti e riscalda i cuori di tanti democratici.

Probabilmente rappresenta anche quella voglia di sinistra che è stata compressa in questi anni e che sta risorgendo. Tuttavia sia il vendolismo sia la vittoria di Pisapia non sono un fenomeno settario. Pisapia, per stranezza italica, è collocato all’estrema sinistra ma in altri paesi sarebbe un liberal. Il Vendola di oggi è assai più duttile della vecchia Rifondazione comunista. Il problema è tutto nel Pd che non riesce a rappresentare questa domanda di sinistra e rischia di essere penalizzato dalla nascita di un polo di centro.
 


COMMENTI
18/11/2010 - pd (maria schepis)

Se il Pd cala sempre più non credo che la colpa sia del berlusconismo o del vendolismo,piuttosto la mancanza di un bersanismo o un di francechinismo.I leader del Pd (e non solo) non hanno nè idee ,nè carisma. Essi hanno poggiato le loro campagne politiche ,non tanto su progetti e programmi di sinistra e quindi per definizione più vicini alle esigenze delle classi meno abbienti(ormai la maggior parte degli italiani),quanto sulla avversione a Berlusconi( che errori ne ha fatti tanti:uomini sbagliati,programmi personalistici,ruolo rivestito con gigioneria ,vite personale spregiudicata e incoerente).L'opposizione non ha saputo proporre un'alternativa forte e consistente in grado di colmare il vuoto ideologico e politico che ormai ci caratterizza .Vendola si è fatto strada giocando la carta della diversità ,non quella legata alla sua dichiarata omosessualità ma quella del "buon governo" della regione Puglia(almeno a quanto dicono i suoi estimatori).Un utilizzo a lui favorevole dei media e l'appoggio di personaggi con un certo ascendente sull'opinione pubblica,certo non tutta ma quella che segue "le tendenze",ed il "miracolo" Vendola è fatto.Il Pd sempre più blando fa recitare a Bersani quali sono i suoi valori, forse perchè nessuno li ricorda più.Naturalmente anche la destra ha dimenticato i suoi.