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BIOTESTAMENTO/ I registri creati da alcuni comuni non hanno alcuna valenza giuridica

Pubblicazione:venerdì 19 novembre 2010

biotestamento_R400.jpg (Foto)



BIOTESTAMENTO REGISTRI GIURIDICI –
Tutela della famiglia, privacy, sono argomenti che il comune da solo non può valutare in assenza di una legge dello stato. Il Vaticano approva la presa di posizione dei ministri. Il cardinale Elio Sgreccia della Pontificia Accademia per la Vita ha commentato: “I ministri hanno fatto bene perché i Comuni non hanno alcuna competenza di accogliere liste di biotestamenti finché non c'è una legge”.

Anche il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella plaude, commentando che i registri comunali sono “un presa in giro dei cittadini”. Il PD invita alla discussione: “Tre ministri e un sottosegretario si sono scomodati per scrivere una circolare che non ha un fondamento giuridico. Infatti, non c'è una legge che vieti ai Comuni l'iniziativa dei registri per la raccolta dei testamenti biologici. Potremmo discutere sull'efficacia dei registri, anzi dovremmo farlo in Parlamento con uno spirito aperto, non di crociata - dichiara Margherito Miotto, capogruppo Pd nella commissione Affari sociali di Montecitorio”.

Anche per i radicali la circolare dei ministri è senza valore: “Le sentenze Welby, Englaro e Nuvoli stabiliscono in modo chiaro il diritto costituzionale a interrompere le terapie anche attraverso le dichiarazioni anticipate. Prosegue la tecnica ricattatoria, la stessa con cui il ministro Sacconi ha ricattato la clinica che si era proclamata disponibile a rispettare la legge nel caso Englaro”.



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