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SCENARIO/ Il filo rosso della "vita terribile" che unisce Marchionne e Berlusconi

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Ovviamente nessuno gli contesta né il diritto al riposo, né il diritto allo svago. Detrattori storici, detrattori recenti e ormai anche tanti sostenitori sconcertati ritengono invece inevitabile entrare nel merito del modo in cui Berlusconi si riposa e si svaga, viste le implicazioni potenzialmente rischiose di questo modo per il ruolo istituzionale che riveste. E viste anche le pesanti implicazioni valoriali ed etiche - due parole che peraltro restano tabù per la sinistra, anche la più oltranzista nelle critiche al premier - che questo modo presenta.

 

Ma niente da fare: “Mi sacrifico per voi, merito quel che voglio”. Sia esso un superstipendio o una escort diversa ogni sera. Come se qualcuno avesse chiesto o imposto agli interessati di farli, questi sacrifici. Come se la capacità di fare sacrifici, o comunque di lavorare, impegnarsi, profondere energie e impegno nel proprio compito professionale non sia, in fondo e insieme, in parte un dono e in parte una libera scelta... Non per banalizzare, ma i proverbi popolari definiscono verità che non vanno irrise a cuor leggero. E come dice il proverbio più appropriato a casi del genere: “Hai voluto la bicicletta? Adesso, pedala!”.

 

Attenzione a chi si atteggia a superuomo. La storia insegna che prima o poi finisce male. E spesso fa fare una brutta fine anche a molti di quelli che coinvolge.



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COMMENTI
03/11/2010 - "ARBEIT MACHT FREI" (giorgio cordiero)

Fin troppo facile la mia euristica. Il superuomo è spesso autocelebrativo, ma occorre distinguere Berlusconi da Marchionne. Il primo, ultimamente, pare uscito direttamente dalle pagine di "Così parlò Zaratustra", mentre il secondo dice di farsi il mazzo anche per fare lavorare gli italiani. Sulla possibilità del turno consecutivo prevista dal protocollo fabbrica Italia, va precisato che si tratta di eventi eccezionali e giustificabili. Faccio un esempio: io vivo a Pinerolo (TO) e qui in inverno nevica... parecchio. Allora capita che le linee di produzione si fermino perchè il camion che avrebbe dovuto portare il semilavorato non ce l'ha fatta... In casi come questi viene chiesta al lavoratore la disponibilità di proseguire il turno di lavoro successivo (massimo tre volte all'anno per addetto). Vi pare un atteggiamento da KAPO'? Sul fatto che Marchionne dica di lavorare fino a tardi e di svegliarsi molto presto... chi se ne frega se lui fa ciò che gli piace... lo faccia pure. Dall'intervista a "che tempo che fa" mi è parso evidente che lui lavori per piacere (questo vale anche per me e per questo mi ritengo fortunatissimo). Quanti gurdano "grande Fratello" fino a mezzanotte, poi proseguono con le "IENE" in versione piccante fino alle due del mattino, infine si alzano alle sei per vedere la partita, poi magari, appena c'è da vendemmiare, o da andare a funghi, o da vedere una partita... si mettono pure in mutua? Luciano fa un discorso forzato. Poco condivisibile.

 
02/11/2010 - due note (Roberto Bera)

1) secondo Tom DeMarco, studioso dell'organizzazione del lavoro nelle aziende informatiche "il ricorso abituale allo straordinario è il modo migliore per diminuire la produttività oraria" 2) La foto è quella anche esposta in un manifesto del gruppo "sinistra critica" con lo slogan "le nostre vite valgono più dei loro profitti". Lo slogan mi è piaciuto molto, ma le soluzioni che Sinistra critica proponeva mi sembravano cure peggiori del male. Mi sareppe comumque piaciuto dialogare con loro, ma non ho nè il tempo nè il back-ground per farlo. Qualche "sussidiario" vorrebbe prendersi l'incarico?

 
02/11/2010 - E cosa dire delle 12 ore di lavoro (PAOLA CORRADI)

Ma vogliamo anche commentare della richiesta di 12 ore di lavoro per chi lavora su catena di montaggio. Ma quante volte abbiamo lavorato per 12 ore senza accusare fatica? Ma c'è lavoro e lavoro! e stipendio e stipendio! E' ovvio che è possibile lavorare per 12 ore consecutive ma ciò deve essere retribuito in modo adeguato e poi comunque ci sono delle attività che eseguite dopo 12 ore diventano assolutamente impraticabili. Suvvia cerchiamo di essere realisti, l'uomo non è una macchina. Se vogliamo essere uguali ai Cinesi dobbiamo rinnegare 2010 anni di Cristianesimo, perchè noi santifichiamo le feste perchè per noi l'uomo con la sua umanità è il valore più grande che c'è. La prossima volta che mi viene proposto il modello Cinese, chiederò all'interlocutore di dichiarare la sua Fede.

 
02/11/2010 - " Et, et " non " o et o niet " (Carlo Martinelli)

Se uno è appassionato della bici e sta andando in salita, allora non gli sarebbe mai concesso di dire che la rampa è dura, perché quello è lo sport che se l'è scelto lui, perché gli piace. Certe teste di giornalisti sono veramente toste.