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CARFAGNA/ Insulto alla Mussolini: “Quelle come lei le chiamano ‘vajasse’”

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CARFAGNA MUSSOLINI LITE –
Nella querelle entra il segretario dell’Udc Casini che sottolinea come le dimissioni della Carfagna rappresentino la spia di qualcosa di più grave: “E’ una situazione che deve far riflettere. La Carfagna tutto sommato è stata un buon ministro. Ha caratterizzato questa stagione berlusconiana e il fatto che dica o faccia dire che il partito è ridotto a un comitato d'affari e che in Campania non c'è agibilità politica è una cosa di grandissima rilevanza e una cosa su cui bisognerebbe riflettere, perché non è il problema della Carfagna, è un problema un pochino più ampio e più preoccupante”.

Interviene anche il capogruppo alla camera dell’Italia dei valori, Massimo Donadi: “L'Italia non può permettersi altri anni di paralisi dell'esecutivo. Per questo è meglio andare al voto. Il centrosinistra deve farsi trovare pronto e mettere in campo la propria proposta, forte e credibile”. La maggioranza invece minimizza. Renato Brunetta: “Con tutto il rispetto e la stima per la collega, colloco la vicenda all'interno delle normali, anche se preoccupanti, dialettiche all'interno di un governo”. Rotondi: “Berlusconi non è il dio greco che mangia i figli. Vedrete quindi che aiuterà ancora a crescere uno dei ministri più apprezzati del nostro governo”.

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