BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

DIBATTITO/ Finiani divisi. Urso: sì al Berlusconi bis. Perina: no, è una trappola

Finiani_R375.jpg(Foto)


Flavia Perina, direttore de Il Secolo d’Italia, la pensa però diversamente: «Le dimissioni di Berlusconi aprirebbero sicuramente scenari di responsabilità diversi, ma su questo punto devo ammettere di non nutrire speranze. La maggioranza si rifiuta di attribuire dignità politica a questa crisi: il dato politico è macroscopico, i nodi irrisolti riemergono (da ultimo lo sfogo di Mara Carfagna sul nuovo “caso Cosentino”), eppure la questione viene continuamente ridotta a un problema numerico. Ma cosa potrà fare Silvio Berlusconi dal 15 dicembre in poi? Ammesso e non concesso che alla fine riesca a strappare la fiducia alla Camera per una manciata di voti, magari incassando quelli dei radicali o rastrellando da qualche altra parte…».

Silvano Moffa, dal canto suo, si dice favorevole a un “centrodestra allargato” «sulle orme del Partito Popolare Europeo, dove Pdl, Fli e Udc sono già uniti. Certo, serve un grande segnale di discontinuità, ma non vedo perché - aggiunge - non possa essere lo stesso Berlusconi a guidare la nuova maggioranza». 

«La palla oggi è nel campo del Cavaliere - dichiara invece Adolfo Urso a IlSussidiario.net -, possiamo solo sperare che non la mandi sugli spalti. Ciò che sta accadendo nel resto d’Europa, d’altra parte, sconsiglia qualsiasi tentativo di giungere in maniera traumatica alle elezioni anticipate. Per questo motivo servirebbe una risposta all’altezza dell’appello di responsabilità che prima Fini, e poi Casini, hanno rivolto al Presidente del Consiglio. Spero che Berlusconi non si riduca al “pallottoliere”. La storia insegna che chi, come Prodi, ha provato questa strada ha commesso un grave errore».