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Politica

SCENARIO/ Terzo Polo? Fini e Casini sono costretti a provarci

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Sono bastati un paio di decreti attuativi peraltro scatole vuote senza numeri, per spaccare la rappresentanza del paese: Fini e Casini a presidiare le ragioni del sud frustrato da un passaggio ai costi standard delle prestazioni, e l’asse Lega-Berlusconi a difesa dei ceti produttivi padani vessati da fisco e burocrazia. Questo è il vero motivo dello scisma, ben oltre il moralismo anti Cav di cui si fa portatore Gianfranco Fini. E per questo il dissidio alla lunga non potrà rientrare dietro qualche lusinga di Palazzo.

Quanto alla road map, nessuno è però in grado di capire come evolverà la crisi, come si arriverà concretamente al divorzio e alla ricomposizione di un nuovo quadro politico. Probabilmente non lo sanno nemmeno i protagonisti. Certamente oggi e domani a Milano se ne capirà qualcosa di più. Stasera Luca di Montezemolo, tirato per la giacca da molti protagonisti, dovrà battere un colpo e dire che farà da grande; domani il convengo organizzato dall’area Cacciari con Casini, Rutelli e il luogotenente al nord del presidente della Camera, Benedetto dalla Vedova.

Secondo Renato Mannheimer, un blocco centista con sopra la ciliegina Montezemolo varrebbe il 20% dei consensi. Resterebbe sotto sia Pd che Pdl, ma abbastanza per scompaginare il quadro. A quel punto ci vorrebbe una nuova legge elettorale per valorizzarne la nascita e certificare la fine del bipolarismo  inventato da Silvio 16 anni fa. Nuova legge elettorale che, non a caso, è in cima alle richieste dei futuristi...

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COMMENTI
26/11/2010 - quale contromossa? (luisella martin)

L'articolo mi ha fatto riflettere:lo trovo illuminante e considero l'ipotesi possibile. Mi chiedo di quale asso nella manica debba dotarsi Berlusconi per assicurare all'italia il futuro federalista di cui necessita. Spero che Lega e Pdl trovino l'eventuale contromossa.