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SCENARIO/ Violante: serve governo di responsabilità, no a voto o Berlusconi-bis

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Nel caso di una maggioranza ridotta l’interrogativo che dobbiamo porci non è tanto sul 14 dicembre, ma sul futuro del  governo Berlusconi. Penso che in quel caso sarà la stessa Lega a tentare di staccare la spina. La decisione alla fine spetta al Capo dello Stato.
Se Berlusconi, invece, non otterrà la fiducia sono convinto che sia dovere di chi avrà votato contro proporre un governo di responsabilità nazionale, indicando al Capo dello Stato una figura autorevole in grado di portare a termine il federalismo, riformare le istituzioni, la legge elettorale e affrontare la crisi economica.
Un governo che non può essere presieduto dall’attuale premier, ma che  non escluda nessuno, perché la responsabilità nazionale non è partigiana.

Con una durata limitata?

Direi di sì, dopo un anno e mezzo si potrà tornare a votare. Un governo di sei mesi che non sia in grado di risolvere i problemi più importanti del Paese sarebbe invece una perdita di tempo, mentre un “Berlusconi bis” non avrebbe senso.

In questa fase sembra cruciale la scelta che farà l’Udc. Casini è ancora per voi un potenziale alleato o secondo lei sceglierà di costituire un Terzo Polo o addirittura di rifondare il centrodestra?


Non mi sembra che oggi  ci siano le condizioni per un’alleanza strategica tra Pd e Udc, anche se a me non dispiacerebbe. Il partito di Casini è, a mio parere, oggi  alternativo al centrosinistra, anche se potrà esserci certamente una convergenza nel caso di un governo di responsabilità nazionale. Nel lungo periodo penso che l’Udc potrà rendere il centrodestra, con  Fli, più autorevole e ancorato alla tradizione democratica del nostro Paese.
Se si andrà al voto a breve mi aspetto però tre coalizioni. Un’ipotesi che rende necessari almeno dei correttivi alla legge elettorale, se non ci sarà il tempo di farne una  nuova...

Cosa intende? 


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COMMENTI
29/11/2010 - Il momento giusto (luisella martin)

Quando l'opposizione intravede la possibilità di mandare a casa Berlusconi,mette in campo le migliori intelligenze del partito. Ieri sera ho visto in TV Berlinguer spiegare al ministro Gelmini la sua vecchia riforma, come l'unica possibile per la scuola ed ora leggo le sagge proposte dell'onorevole Violante. Entrambi si sono dimenticati di spiegare come mai non hanno fatto le riforme ritenute ora urgenti,quando erano al governo loro. Verso la fine dell'intervista l'onorevole Violante ha detto una frase che rivela il motivo della situazione politica italiana volta ad affermare le proprie idee,piuttosto che ad aiutare il paese ad uscire dalla crisi. Egli ha detto che "..é il momento di battere il centrodestra, non quello di batterci tra noi" Io credo, invece che questo, per il PD, sia il momento di capire quale sia l'errore più grande che ha fatto e che continua a fare da quasi venti anni per "battere"(diverso da vincere!) il centro-destra. Se lo ammettesse farebbe felici tutti gli italiani, anche i moralisti di tutti e due gli schieramenti;così facendo potrebbe voltar pagina e diventare prima un'opposizione seria e chissà,subito dopo,una maggioranza efficiente.

 
29/11/2010 - voto (Nino Apreda)

Mi sorprende che un garantista democratico come Violante non vuole il voto, unico strumento di leggittimazione popolare al parlamento. Il popolo italiano vuole giudicare e dare stabilità partecipando col voto, subito.