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SCENARIO/ Violante: serve governo di responsabilità, no a voto o Berlusconi-bis

Pubblicazione:lunedì 29 novembre 2010

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Con tre poli il vincitore non potrà presumibilmente andare oltre il 40%. L’attuale premio di maggioranza regalerebbe in quel caso il 55% dei deputati alla “migliore delle minoranze”, trasformandola in una maggioranza assoluta. Non penso che sia coerente con i principi democratici di qualunque paese civile. Questo discorso vale, ovviamente, anche nel caso di una vittoria del centrosinistra. Un’ipotesi che non è così lontana, dato che i sondaggi vedono ormai alla pari i due schieramenti: Pdl-Lega e Pd-Idv-Sel.

Quali soluzioni propone?

Un quorum del 45% per ottenere il premio di maggioranza e la reintroduzione della preferenza. Chi vorrà indicare una seconda preferenza dovrà scegliere un candidato di sesso diverso. In questo modo verrà favorita la parità di genere. Non sono fautoe della preferenza e preferisco il collegio; ma in via transitoria la cosa più importante è restituire il voto agli elettori.
Con questi correttivi vedremo poi se gli italiani sceglieranno il bipolarismo, premiando una delle due coalizioni maggiori, o se lo bocceranno distribuendo il consenso tra i tre poli.

Da ultimo, nel centrosinistra si discute sullo strumento delle primarie, che sembrano favorire i candidati della sinistra radicale. Nel Pd c’è anche chi teme l’“attacco” di Nichi Vendola e pensa che una sua vittoria alle primarie di coalizione potrebbe significare la fine del Partito Democratico. Lei cosa ne pensa?


Le primarie non sono l’“altare della democrazia”, ma rimangono uno strumento positivo. Non si vota per appartenenza, ma per gradimento. Per questo non bisognerebbe stupirsi o fare drammi se non vince il candidato del partito più forte.
Su Vendola invece i timori mi sembrano esagerati. In prospettiva nulla vieta un patto strategico con un politico capace e navigato come lui che in un futuro potrebbe anche guidare il Pd.
In ogni caso è il momento di battere il centrodestra, non quello di batterci tra di noi.

Anche secondo lei la "narrazione" di Vendola alla lunga si rivela più efficace del messaggio di Bersani?


In realtà io penso che Bersani sia un leader post-berlusconiano, che parla con semplicità di cose vere, che non ha lo scopo di sedurre l’ascoltatore, ma di convincerlo. Quando, credo tra non molto, sarà finita l’ubriacatura e sarà ridotta la spettacolarizzazione della politica  torneremo alla capacità di dire la verità e di esercitare la responsabilità. In questo senso  Bersani è l’uomo più adatto per la nuova fase. 

(Carlo Melato)



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COMMENTI
29/11/2010 - Il momento giusto (luisella martin)

Quando l'opposizione intravede la possibilità di mandare a casa Berlusconi,mette in campo le migliori intelligenze del partito. Ieri sera ho visto in TV Berlinguer spiegare al ministro Gelmini la sua vecchia riforma, come l'unica possibile per la scuola ed ora leggo le sagge proposte dell'onorevole Violante. Entrambi si sono dimenticati di spiegare come mai non hanno fatto le riforme ritenute ora urgenti,quando erano al governo loro. Verso la fine dell'intervista l'onorevole Violante ha detto una frase che rivela il motivo della situazione politica italiana volta ad affermare le proprie idee,piuttosto che ad aiutare il paese ad uscire dalla crisi. Egli ha detto che "..é il momento di battere il centrodestra, non quello di batterci tra noi" Io credo, invece che questo, per il PD, sia il momento di capire quale sia l'errore più grande che ha fatto e che continua a fare da quasi venti anni per "battere"(diverso da vincere!) il centro-destra. Se lo ammettesse farebbe felici tutti gli italiani, anche i moralisti di tutti e due gli schieramenti;così facendo potrebbe voltar pagina e diventare prima un'opposizione seria e chissà,subito dopo,una maggioranza efficiente.

 
29/11/2010 - voto (Nino Apreda)

Mi sorprende che un garantista democratico come Violante non vuole il voto, unico strumento di leggittimazione popolare al parlamento. Il popolo italiano vuole giudicare e dare stabilità partecipando col voto, subito.