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Politica

SCENARIO/ 2. Le mosse del Bersani-2 per "rottamare" Renzi e Di Pietro

L’hanno chiamata la sfida dei ribelli, ma il sospetto che dietro l’iniziativa di Matteo Renzi vi siano altre motivazioni - dice PEPPINO CALDAROLA - ha tolto forza agli autoconvocati di Firenze

Matteo Renzi (Ansa)Matteo Renzi (Ansa)

L’hanno chiamata la sfida dei ribelli, ma il sospetto che dietro l’iniziativa di Matteo Renzi vi siano altre motivazioni ha tolto forza agli autoconvocati di Firenze. La manifestazione è stata sicuramente un successo per l’ampia partecipazione. La regia di Renzi e Pippo Civati, consigliere regionale della Lombardia, ha prodotto una kermesse diversa dalle solite con filmati, molta ironia, interventi a pioggia anche molto brevi. Nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto essere la chiamata alle armi della giovane generazione del Pd insoddisfatta dall’attuale leadership del partito e soprattutto desiderosa di mandare in pensione quelli che i socialisti francesi chiamano i “vecchi elefanti”.

I “fiorentini” proclamano l’inutilità dell’antiberlusconismo, il rifiuto della vecchia sinistra, la politica delle cose concrete. È difficile dire se avranno successo. Poco meno di dieci anni fa il movimento dei girotondi mise in ginocchio la vecchia classe dirigente e fu sconfitto dopo una dura battaglia campale. I rottamatori di Firenze non rappresentano un movimento ma sembrano gli juniores della Casta che cercano il loro momento di celebrità candidando il sindaco di Firenze alla leadership del centro-sinistra invece di Vendola, Chiamparino e Bersani. Ieri una vecchia volpe come il segretario del Pd ha azzeccato la contromossa convocando, contemporaneamente all’assise fiorentina, l’assemblea dei segretari dei circoli del Pd.


COMMENTI
08/11/2010 - Attenti a quei due (Giuseppe Crippa)

Matteo Renzi e Pippo Civati sono nati entrambi nel 1975, e sono in politica (rivestendo cariche di partito) dal 1998 (Civati) e dal 1999 (Renzi). Sono presenti nei palazzi delle istituzioni addirittura dal 1997 (a 22 anni, Civati) e dal 2004 (a 29 anni, Renzi). Renzi è dunque “uomo delle istituzioni” da soli 6 anni (che peraltro sono già la non trascurabile percentuale del 35% della sua vita di cittadino maggiorenne), ma Civati addirittura da 13 anni, ben il 76% della sua vita di cittadino eleggibile. Non ha dunque tutti i torti Calderola nel far rilevare l’esistenza dell’accusa ai due, ma direi soprattutto a uno di essi, di “carrierismo giovanile”. Ritengo però che non si debbano giudicare le persone ma le idee che professano. Per questo, nonostante militino nello stesso partito, trovo i due molto più diversi di quanto non sembri.