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SCENARIO/ 2. Le mosse del Bersani-2 per "rottamare" Renzi e Di Pietro

Matteo Renzi (Ansa) Matteo Renzi (Ansa)

Un migliaio di persone, quasi tutte di giovane età, che hanno sorpreso il mondo politico accogliendo con una salva di fischi il nome del capo dei rottamatori. A loro Bersani ha fatto decidere la convocazione di una manifestazione nazionale di piazza contro il governo, invadendo quello spazio che finora era stato presidiato dai “viola” e da Di Pietro. Due mondi si sono così contrapposti nelle ultime ore facendo correre un rischio insolito al Pd. I rottamatori proclamano la battaglia generazionale, i giovani che stanno con Bersani non vogliono un partito diviso nel momento più cruciale della battaglia politica. È facile immaginare che nei prossimi giorni la cosiddetta base del Pd si schiererà con il suo segretario e i fan di Matteo Renzi dovranno rivedere i loro calcoli e le loro strategie. Resta la novità di un segretario politico tranquillo che non ha alcuna voglia di diventare spettatore di lotte intestine e che non vuole farsi rubare la scena.

  

Probabilmente la kermesse di Firenze si trasformerà in una nuova corrente, cosa che Renzi vorrebbe evitare. L’area dei critici di Bersani è già presidiata da Veltroni e Fioroni che devono fare i conti con l’insofferenza della base verso nuove spaccature. I rottamatori dovranno soprattutto liberarsi dall’accusa di carrierismo giovanile dimostrando di avere idee e proposte. Sennò rischiano che il loro “fatti più in là” diventi una cosa umoristica come la canzonetta delle sorelle Bandiera che concludeva la trasmissione di Renzo Arbore qualche anno fa.

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COMMENTI
08/11/2010 - Attenti a quei due (Giuseppe Crippa)

Matteo Renzi e Pippo Civati sono nati entrambi nel 1975, e sono in politica (rivestendo cariche di partito) dal 1998 (Civati) e dal 1999 (Renzi). Sono presenti nei palazzi delle istituzioni addirittura dal 1997 (a 22 anni, Civati) e dal 2004 (a 29 anni, Renzi). Renzi è dunque “uomo delle istituzioni” da soli 6 anni (che peraltro sono già la non trascurabile percentuale del 35% della sua vita di cittadino maggiorenne), ma Civati addirittura da 13 anni, ben il 76% della sua vita di cittadino eleggibile. Non ha dunque tutti i torti Calderola nel far rilevare l’esistenza dell’accusa ai due, ma direi soprattutto a uno di essi, di “carrierismo giovanile”. Ritengo però che non si debbano giudicare le persone ma le idee che professano. Per questo, nonostante militino nello stesso partito, trovo i due molto più diversi di quanto non sembri.