BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

CHIESA/ Tornielli: Bagnasco non critica il governo, ma pensa all’impegno dei cattolici in politica

bagnascoR400.jpg (Foto)

 

 

E’ un fatto che si va verso la chiusura anticipata della legislatura e dunque è come se il segretario della Cei avesse fissato una cornice utile per l’impegno dei cattolici in politica in vista delle prossime elezioni. E lo ha fatto citando il discorso del Papa nella Westminster Hall di Londra del 17 settembre scorso, in cui ha spiegato che cosa sono i valori non negoziabili e perché si chiamano così. Non sono cioè affatto valori che non si possono argomentare, né destinati a creare per forza divisioni. Dire che la difesa della vita è un valore, che la famiglia è fondata sul matrimonio non significa voler dividere il Paese, ma fare capire che ci sono principi fondamentali e indivisibili.


Quindi più importanti di altri?

Anche altri valori sono importanti, per esempio il lavoro, la casa, la sicurezza, la pace, la solidarietà, ma senza i principi non negoziabili si inaridiscono. Sarebbe assurdo, in nome di questi altri valori, non tutelare la vita umana nel momento in cui è più fragile.


E qual è l’importanza, da un punto di vista strettamente politico, dei valori non negoziabili?


COMMENTI
09/11/2010 - PRESENTE!...nonostante tutto... (GIANLUIGI PARENTI)

Scusate: ma che intervista è? Noi cattolici impegnati in politica siamo "schifati" dal vedere che comunque, alla fine il nostro impegno serve solo ad alcuni (tendenzialmente i soliti)per avere posti e voti. Io personalmente sono stanco di dare tempo e soldi alla politica ,l'unica cosa che mi trattiene a non mollare è l'obbedienza alla richiesta del Papa di un nostro impegno. Il problema è che io, ad esempio,mi impegno sul territorio e altri poi pensano a spartirsi cariche, incarichi in posizioni che in ultima analisi sono quelle che effettivamente hanno la possibilità di legiferare o di proporre le politiche. Allora credo che l'emergenza in politica non sia la legge elettorale, ma che gli elettori sappiano eleggere partendo da una cultura che sia ben identificata in persone e in partiti. Ma come si fa ad essere eletti come politici cattolici ,se di cattolico in Italia è rimasto ben poco nella vita degli elettori? Dobbiamo anche noi scendere a cinici compromessi (vedi legge 194, legge 40)? E'molto più potente a livello politico avere dei cittadini forti e uniti su certi valori che facciano opinione tanto da smuovere il Palazzo piuttosto che avere un politico ( magari anche cattolico)debole o ricattabile o peggio ancora che deve il suo stipendio alla politica!