BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CHIESA/ Tornielli: Bagnasco non critica il governo, ma pensa all’impegno dei cattolici in politica

Pubblicazione:martedì 9 novembre 2010

bagnascoR400.jpg (Foto)

 

 

In un passaggio istituzionale delicato come questo, possono costituire l’elemento unificante per tutti i cattolici. I quali, pur appartenendo a diverse opzioni politiche, sono chiamati infatti a essere uniti nel difendere questi principi non negoziabili.


Ma in particolare per l’Italia qual è il senso di questo richiamo?


L’aiuto e il sostegno alla famiglia e alla natalità sono un’emergenza drammatica nel nostro Paese, che invecchia sempre di più e dove nascono sempre meno bambini. In molti altri Paesi, più laicisti dell’Italia come tradizione, hanno capito questa emergenza, senza nessun bisogno di richiami da parte della Chiesa, e sono state adottate politiche per favorire la natalità, i cui frutti si vedono però solo nell’arco di 20 o 30 anni. La Francia per esempio ha cominciato a farlo già da diverso tempo, in Italia invece la politica ha il respiro non corto ma cortissimo. Da noi si pensa soltanto all’oggi, ma manca la capacità di una progettualità che abbia in mente il bene del Paese nel futuro e per le nuove generazioni.


Bagnasco ha anche criticato un certo atteggiamento dei media. A che cosa si riferiva?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
09/11/2010 - PRESENTE!...nonostante tutto... (GIANLUIGI PARENTI)

Scusate: ma che intervista è? Noi cattolici impegnati in politica siamo "schifati" dal vedere che comunque, alla fine il nostro impegno serve solo ad alcuni (tendenzialmente i soliti)per avere posti e voti. Io personalmente sono stanco di dare tempo e soldi alla politica ,l'unica cosa che mi trattiene a non mollare è l'obbedienza alla richiesta del Papa di un nostro impegno. Il problema è che io, ad esempio,mi impegno sul territorio e altri poi pensano a spartirsi cariche, incarichi in posizioni che in ultima analisi sono quelle che effettivamente hanno la possibilità di legiferare o di proporre le politiche. Allora credo che l'emergenza in politica non sia la legge elettorale, ma che gli elettori sappiano eleggere partendo da una cultura che sia ben identificata in persone e in partiti. Ma come si fa ad essere eletti come politici cattolici ,se di cattolico in Italia è rimasto ben poco nella vita degli elettori? Dobbiamo anche noi scendere a cinici compromessi (vedi legge 194, legge 40)? E'molto più potente a livello politico avere dei cittadini forti e uniti su certi valori che facciano opinione tanto da smuovere il Palazzo piuttosto che avere un politico ( magari anche cattolico)debole o ricattabile o peggio ancora che deve il suo stipendio alla politica!