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Politica

LAICI CREDENTI FLI/ Il testo integrale della lettera aperta di Futuro e Libertà

E’ stata presentata oggi con una conferenza stampa alla Camera dei deputati la «Lettera aperta dei laici credenti di Futuro e Libertà». Tra i firmatari ci sono 24 onorevoli, otto senatori e tre deputati europei. Di seguito pubblichiamo il testo completo del documento di Futuro e Libertà, con i nomi dei parlamentari che l’hanno sottoscritto

Roberto Rosso, primo firmatario della letteraRoberto Rosso, primo firmatario della lettera

LAICI CREDENTI FLI - E’ stata presentata oggi con una conferenza stampa alla Camera dei deputati la «Lettera aperta dei laici credenti di Futuro e Libertà». Tra i firmatari ci sono 24 onorevoli, otto senatori e tre deputati europei. Di seguito pubblichiamo il testo completo del documento di Futuro e Libertà, con i nomi dei parlamentari che l’hanno sottoscritto.

«L’ultimo ventennio ha visto una recrudescenza dei contrasti tra i sostenitori di una morale così detta «laica» e coloro che si ispirano ai precetti della morale cattolica. Il criterio di laicità è tuttavia figlio della rivelazione cristiana. Fu detto infatti «date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare» (ammettendo così una ripartizione di competenze e di sovranità). L’assunzione di responsabilità politica da parte del credente lo pone perciò stesso sul piano della laicità, che si traduce nella responsabilità personale nel campo delle scelte normative, illuminate ma non coartate dalla rivelazione cristiana.

Siamo quindi tutti laici in politica. Vengono meno al loro compito quei neoclericali che assumono come loro dovere l’automatica trasposizione sul terreno normativo dei dogmi e degli insegnamenti della comunità cristiana. Compito della Chiesa è infatti, secondo l’insegnamento di Don Luigi Sturzo, quello di illuminare le coscienze, non quello di scrivere le leggi. Resta il terreno comune, a credenti e non credenti, dei principi di diritto naturale, che partono innanzitutto dalla difesa della dignità della persona umana. I diritti del nascituro, il rispetto della vita umana dal suo concepimento al suo termine naturale, il diritto del bambino ad essere adottato entro il perimetro di una famiglia naturale costituita da due persone di sesso diverso, non sono contestati da chi si attenga, nella prassi politica, ai principi del diritto naturale, sia egli credente o non credente.