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LAICI CREDENTI FLI/ Il testo integrale della lettera aperta di Futuro e Libertà

Roberto Rosso, primo firmatario della lettera Roberto Rosso, primo firmatario della lettera

 

 

Non altrettanto a dirsi per l’accanimento terapeutico sul fine vita o per la discriminazione che a tutt’oggi persiste in materia di assistenza sanitaria in ambito ospedaliero tra coppie omosessuali e famiglie etero sessuali fondate sul matrimonio.

 

Il Papa ha giustamente affermato che non soltanto la religione ha il compito di illuminare la ragione, ma che la stessa ragione ha il dovere di illuminare la religione e questo assunto non può valere soltanto per chi discrimina la donna in seno alla compagine sociale, come ancor oggi accade nell’ambito di alcune religioni, ma anche per talune incrostazioni storiche della coscienza religiosa cristiana che una più attenta analisi razionale potrà aiutare a rimuovere (basti pensare a come il Concilio Vaticano secondo ha rivalutato il piacere sessuale nell’ambito del matrimonio come bene elargito da Dio ai coniugi, rispetto alle vecchie concezioni un po’ sesso fobiche di tanto clero preconciliare). Esistono poi, anche al di fuori del rispetto per la sacralità della vita, elementi di giusnaturalismo cui i laici, credenti o non credenti, hanno il dovere di attenersi.

 

Il riconoscimento e la tutela della famiglia come cellula originaria e fondante la società e lo Stato, così come la rappresenta la nostra Costituzione, imporrebbe una coerente azione politica volta ad applicare il quoziente familiare nel sistema di esazione fiscale; il buono scuola per garantire il diritto educativo dei figli in capo ai genitori; il buono salute per consentire a tutte le famiglie, a prescindere dal loro stato economico e sociale, di scegliere liberamente all’interno dell’offerta del sistema sanitario.