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SCENARIO/ Fiducia, ecco gli scenari possibili dello scontro Berlusconi-Fini

Pubblicazione:venerdì 10 dicembre 2010

camera_deputatiR375_27ago08.jpg (Foto)


Se martedì si voterà, alle 9 del mattino - secondo la scelta fatta con l’accordo di tutte le parti in causa - comincerà l’appello nominale al Senato, dove il Governo ha sulla carta tutti i numeri per vincere e anche qualcuno in più, come conseguenza di un premio di maggioranza attribuito a livello regionale e di senatori che non hanno aderito alle scelte compiute da Gianfranco Fini. 

Alle 10  e 30 inizierà invece la votazione alla Camera, con tutte le incertezze del caso. La  maggioranza semplice, infatti, è assai rischiosa per l’attuale maggioranza: in caso di assenza, anche fortuita, di qualche deputato, crescono le possibilità per i finiani e per i loro soci di ottenere l’assenso alla sfiducia e, quindi, le dimissioni del premier.

In termini numerici, se su 630 deputati in aula martedì mattina ne saranno presenti anche solo 626, basteranno 314 voti a favore della mozione di sfiducia per provocare la crisi; e come tutti abbiamo letto, gli avversari del governo hanno dichiarato di avere dalla loro ben 317 voti.

Vero o falso che sia, ad oggi non è facile prevedere come voteranno - uno ad uno e con dichiarazione di voto - i singoli deputati, dichiarando uno per uno al Paese, in attesa davanti al video, qual è la loro posizione politica, se pro o contro il governo. E li potremo vedere tutti, dal più famoso all’ultimo per fama o per età: sarà un vero e proprio giudizio ad personam che avrà come conseguenza o il permanere in carica dell’attuale governo, in una situazione di precarietà da cui non sarà facile uscire, o l’apertura della crisi.


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