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FIDUCIA/ 2. Berlusconi e la conta, i "finti" problemi di un Paese sotto attacco

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Cercare di spiegare questo groviglio diventa spesso impossibile, se non indagando in protagonismi personali, storie intricate, alleanze con "pezzi" delle istituzioni fatte per difendere consolidati privilegi.

Il tutto avviene in uno dei momenti storici più delicati per la finanza e l'economia mondiale, con ripercussioni globali sulla tenuta sociale di vari Paesi. Il minimo che si possa dire è che questo sia un gravissimo errore che, politicamente parlando e parafrasando Talleyrand, è "peggio di un delitto".

Anche perché, riferendosi specificamente all'Italia, gli effetti della crisi economica globale sono stati  al momento contenuti, anche per l'opera di questo governo, ma soprattutto per la tenuta di questo Paese. Ma la tenuta non può essere infinita di fronte a una recessione che non è ancora stata superata e che nessuno sa esattamente quanto possa durare.

Come si può a questo punto comprendere razionalmente qualche cosa di questa crisi? In realtà, comunque vada finire in Parlamento, è difficile ritenere che tutto prosegua sino alla fine della legislatura. Perché di una nuova crisi di legislatura si tratta.
La sostanza del problema a questo punto è domandarsi se questo sistema politico di "nuovi partiti", nati quasi per caso o rifondati per convenienza, possa  effettivamente rappresentare un grande Paese come l'Italia.



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