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IL RICORDO/ Salverino De Vito, il ministro della sussidiarietà

Angelo Picariello ricorda il ministro Salverino De Vito, recentemente scomparso. Ex ministro del Mezzogiorno nel sesto Governo Fanfani, ex presidente della Commissione Bilancio del Senato, ex sindaco di Bisaccia è noto per essere stato l'ideatore della legge sull'imprenditoria giovanile

senato1R400.jpg (Foto)

Salverino De Vito, chi era costui? La domanda, più che legittima da parte di un qualsiasi giovane di oggi, induce a un doveroso ricordo chi giovane lo è stato quando questi era ministro del Mezzogiorno.

Il suo cognome, da sottrarre al destino di novello Carneade, resterà per sempre legato alla legge “44” (del 1986) come amava chiamarla lui, da personaggio schivo, e unico come il suo nome di battesimo, quale era. Legge che invece andrebbe appunto ricordata, più propriamente, come legge De Vito (un solo dato: grazie ad essa sono nate negli anni ben 1.200 imprese).

Una legge sull’imprenditoria giovanile che si staglia come una perla rara all’interno del mare magnum degli interventi straordinari per il Sud, che evocano oggi più l’idea dell’assistenzialismo, dello spreco, se non dell’infiltrazione malavitosa nell’erogazione dei fondi.

Quello invece fu un vero intervento in chiave sussidiaria, come rifletteva Mario Mauro commentando la triste notizia della morte dell’ex ministro che gli avevo appena riferito. Perché Mario, al pari di tanti giovani che avevano studiato al Nord e poi erano tornati nella loro terra di origine, è uno dei tanti che ci aveva scommesso, su quella legge, e si è trattato di una scommessa vinta per lui se “L’Opera” (fondata a Foggia dall’attuale capodelegazione italiano del Ppe a Strasburgo coinvolgendo da giovane docente un gruppo di suoi allievi) ancora oggi dà lavoro a tante persone nel settore delle videocomunicazioni, guidata da quegli studenti che si erano coraggiosamente lanciati nell’intrapresa.

Ma quale era la felice e coraggiosa intuizione di quella legge, frutto - va detto - dell’incontro fra due belle teste, De Vito, appunto, e Carlo Borgomeo, attuale presidente della Fondazione per il Sud?


COMMENTI
14/12/2010 - un grazie (Maria Pia D'Onofrio)

Grazie. Anche io sono una di quelli che negli anni 90' era un giovane. Anche io come tanti ho iniziato l'avventura della "De Vito" e sono diventua un "giovane imprenditore". Sono molisana e abbiamo iniziato fra mille difficoltà la nostra attività solo nel 1999. Oggi abbiamo due stabilimenti e diamo lavoro a circa una ventina di persone. Ho sempre apprezzato, non perchè ne ho beneficiato e basta, la legge 44 perchè, come ricordavate, non solo prevedeva dei contributi ma accompagnava l'azienda con la formazione e anche negli anni successivi all'avvio dell'attività. Ho sempre pensato che questo sconosciuto fosse il solito politico o un grigio burocrate che fortuitamente fosse stato consigliato bene da qualche consulente che gli avesse scritto la legge. Mi fa invece piacere apprendere che si tratta di un uomo, di una persona semplice, purtoppo anch'essa vittima di un sistema che non premia chi non pensa solo al proprio tornaconto. Ce ne vorrebbero di uomini così! A lui va il mio grazie perchè oggi non saremmo qui. Grazie.