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Politica

IL RICORDO/ Salverino De Vito, il ministro della sussidiarietà

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Ma c’è un’altra cosa che vorrei ricordare per amore di verità, e anche quella scaturisce dal colloquio con Mario Mauro. Il quale ricordava - lo sapevo anch’io, ma a volte si teme di ricordare male - come la stessa Compagnia delle Opere, in sostanza, sia nata nell’intuizione di don Giussani come una forma di sostegno operativo alle tante opere nate al Sud nella seconda metà degli anni ’80, proprio sull’onda delle legge De Vito che faticavano a fare rete e a relazionarsi con iniziative più floride e radicate, presenti al Nord.

Proprio quello era nei desideri di De Vito, che si inventò anche delle iniziative di formazione molto importanti al solo e unico scopo di trasferire al Sud know-how - come dico le persone competenti - dal Nord al Sud.

Un altro ricordo che lascia, anche qui ho validi testimoni a confermarlo, è la sua gratuità, il distacco con cui portò avanti queste opere, senza nulla chiedere in cambio. Credo che tutta la polemica poi scaturita sull’Irpiniagate lo abbia ferito profondamente, per il marchio d’infamia che infliggeva a un’intera provincia colpita al cuore dalla più grande sciagura italiana del dopoguerra. Vicenda nella quale peraltro lui era coinvolto in prima persona sia come sindaco di Bisaccia (altro impegno che gli ha causato più grane che riconoscimenti) sia come ministro coordinatore degli interventi, anche se gli sprechi più imponenti, in realtà, videro l’Irpinia - e con lui De Vito - come parte lesa per l’ingiusto ampliamento dell’area dei contributi, e per i tanti imprenditori del Nord che piombarono al solo scopo di lucrare i contributi. 


COMMENTI
14/12/2010 - un grazie (Maria Pia D'Onofrio)

Grazie. Anche io sono una di quelli che negli anni 90' era un giovane. Anche io come tanti ho iniziato l'avventura della "De Vito" e sono diventua un "giovane imprenditore". Sono molisana e abbiamo iniziato fra mille difficoltà la nostra attività solo nel 1999. Oggi abbiamo due stabilimenti e diamo lavoro a circa una ventina di persone. Ho sempre apprezzato, non perchè ne ho beneficiato e basta, la legge 44 perchè, come ricordavate, non solo prevedeva dei contributi ma accompagnava l'azienda con la formazione e anche negli anni successivi all'avvio dell'attività. Ho sempre pensato che questo sconosciuto fosse il solito politico o un grigio burocrate che fortuitamente fosse stato consigliato bene da qualche consulente che gli avesse scritto la legge. Mi fa invece piacere apprendere che si tratta di un uomo, di una persona semplice, purtoppo anch'essa vittima di un sistema che non premia chi non pensa solo al proprio tornaconto. Ce ne vorrebbero di uomini così! A lui va il mio grazie perchè oggi non saremmo qui. Grazie.