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SPRECHI PUBBLICI/ Il museo Madre di Napoli costa cinque volte il Louvre

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Bassolino in visita al museo Madre  Bassolino in visita al museo Madre

 

 

AUSTERITY IN ARRIVO - Una dichiarazione che, come riferisce l’edizione napoletana de La Repubblica, ha mandato su tutte le furie Antonio Marciano, coordinatore della segreteria regionale del Pd e consigliere regionale nonché uomo di fiducia di Bassolino: «Con un colpo di mano la giunta Caldoro intende cancellare esperienze importanti nel campo della cultura come il museo Madre e il “Napoli teatro festival”. La politica dell’austerity colpisce anche l’organizzazione degli eventi del Natale. Si afferma che il Madre deve concorrere sul mercato ricercando sponsor privati, ma non si dice che nello statuto era già prevista questa possibilità. Si critica la gestione del “Napoli teatro festival” ma si tace sugli innumerevoli attestati di stima nazionale e internazionale. Si liquidano come chiassose feste di piazza gli spettacoli natalizi e del Capodanno mentre negli uffici di diretta collaborazione del presidente della giunta si continuano a stipulare contratti di dirigenti esterni. Ma non dovevamo rispettare il patto di stabilità?».
 

POLITICA CONTRO CULTURA - Chi si contrappone alla giunta Caldoro è arrivato a formare un comitato “Save Madre”. «Non si può distruggere un museo per motivi politici. Il presidente Caldoro può eliminare consulenze e prebende invece di colpire la cultura e l’arte campana» attaccano l’ex assessore provinciale dei Verdi, Francesco Borrelli, e i consiglieri del Pd di Comune e Provincia, Emilio Di Marzio e Livio Falcone. I quali affermano: «Ovviamente condividiamo la politica di austerity in un momento come questo, ma non potremo accettare che il Madre sia sacrificato sull’altare dei regolamenti di conti politici tra vecchia e nuova gestione della Regione. Ben vengano i privati, ben venga la razionalizzazione delle spese, ma guai a chiudere i luoghi della cultura e dell’arte».
 


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COMMENTI
18/12/2010 - Prospettive errate (salvatore ruggiero)

Vivere a Napoli non è semplice. Il museo Madre appare nello scenario quotidiano come una delle poche isole di livello europeo in uno scenario da terzo mondo. La collezione è importante, le sue mostre pregevoli, le iniziative culturali ed artistiche di alto livello, l'organizzazione meticolosa, l'edificio museale esempio di perfetto recupero di un antico palazzo. Trovo inoltre assolutamente improprio paragonare il rapporto costo/visitatori di un museo di arte moderna con musei che possono vantare capolavori d'arte classica universalmente riconosciuti dato che le spese di gestione di strutture museali ben tenute non possono (in scala) variare in modo significativo mentre ben diversa è la platea dei visitatori sopratutto in una realtà come quella napoletana. Poi, se l'assunto di base è che la cultura non si mangia oppure occorre l'ottica è politica allora ogni discussione è inutile.