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Politica

FIDUCIA/ Folli: Berlusconi batte Fini, seduce Casini, ma con il "cuore" a maggio...

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Se si osservano i numeri è indubbio che l’allargamento della coalizione che sostiene il governo è l’unica ipotesi alternativa al voto anticipato. Un progetto tutt’altro che semplice e indolore perché se è vero che a livello teorico lo spazio per una trattativa con i centristi esiste è anche vero che l’equilibrio dentro il quale sarà possibile muoversi rimane precario.

Si riferisce alla resistenze della Lega, prevedibili anche se esponenti autorevoli del Carroccio fanno sapere che non ci sono più veti di sorta?


Questa è la criticità più evidente, gli stessi centristi però non sembrano affatto disponibili a un “rimpastino”. L’apertura del premier alla riforma della legge elettorale può essere il primo passo di un negoziato da condurre, questa volta, con grandissima serietà. Parallelamente Berlusconi, che sembra aver chiuso definitivamente (dopo l’intervento alla Camera di Bocchino) le relazioni diplomatiche con Futuro e Libertà, farà di tutto per riaccogliere i futuristi pentiti. Un’operazione che non risolve di certo il problema di fondo e che può far recuperare al massimo 7 o 8 voti al Pdl.
 
Al primo passo falso ci si ritroverebbe direttamente a elezioni anticipate?


Date queste premesse e stabilito che, se si vuole un allargamento serio non si può che rivolgersi all’Udc, le urne rimangono in ogni caso lo sbocco più probabile. Devo però aggiungere che ieri il premier ha mandato dei segnali tutt’altro che scontati ai centristi, arrivando addirittura a non escludere pubblicamente l’ipotesi di una crisi pilotata che passi attraverso le sue dimissioni. Il Cavaliere sembra davvero disponibile a provarle tutte per raggiungere l’obiettivo. In questo non è difficile immaginare che gli inviti di Napolitano abbiano avuto il loro peso. Il tempo ci dirà se questa ipotesi avrà fortuna…

Secondo lei Berlusconi cercherà però di ottenere parallelamente le dimissioni di Fini dalla Presidenza della Camera?


COMMENTI
16/12/2010 - Giano bifronte! (PAOLA CORRADI)

Con le elezioni ci guadagnerà solo la Lega: Giano bifronte, collaborativa al centro e ostativa in periferia!

 
15/12/2010 - Camera 314 a 311 (LUISA TAVECCHIA)

Finisce 314 a 311.Al Senato va liscia, 162 a 135 con l'intero gruppo di Futuro e libertà, Fini definisce «una vittoria numerica ma non politica». Lega: «Se Berlusconi riesce ad allargare la maggioranza bene, altrimenti non è che si può governare appesi a un voto», dice Roberto Maroni a vittoria già incassata. UDC «Per dar vita a un governo di responsabilità più ampio abbiamo chiesto a Berlusconi di dimettersi prima o dopo il voto alla Camera. Ha ritenuto di non ascoltarci. Peraltro ha ottenuto la fiducia che voleva per tre voti e ora ha solo il dovere di governare. Se non sarà in grado di farlo si è lasciata aperta solo una strada: costringere irresponsabilmente il Paese alle elezioni. Casini, «in quel caso siamo pronti a presentare agli italiani una proposta di governo alternativa al Pdl e al Pd». Che maggioranza è, d'altronde, quella che si rimette a stento insieme durante la chiama sulle mozioni di sfiducia? È la maggioranza segnata dalle «DISINTERESSATE folgorazioni sulla via di Damasco», Berlusconi voleva raggiungere la fiducia e confermare la sua leadership (centro-dx super ridimesionato)in posizione di forza. Così facendo ha indubbiamente galvanizzato gli animi. Credo che l'origine dalla crisi è questa promozione conflittuale della plilitica per poi rivolgersi alla cultura moderata. Brutto spettacolo. E le esigenze del popolo italiano (I GIOVANI-Le Riforme) , del bene comune, della res-pubblica.??? grazie luisa

 
15/12/2010 - La piazza e la politica (PAOLA CORRADI)

Credo che la politica debba in primis occuparsi della piazza perchè il rischio di blocco del Paese è pericoloso per l'economia. Più sono le persone disoccupate e maggiore è il pericolo di blocco totale. Quello che manca alla piazza è la speranza in un futuro più certo. Non vedo infatti molte azioni politiche che aiutino le imprese italiane a penetrare nei mercati internazionali, nel frattempo il debito pubblico aumenta, la spesa degli Enti Pubblici per stipendi è esagerata, in Sicilia 1,7 miliardi di euro vanno in stipendi per i dipendenti regionali. Dobbiamo invece incentivare l'export, cosa facciamo per raggiungere questo obiettivo? Mi pare evidente che dobbiamo puntare sui mercati emergenti quali il Sud America e l'Africa, ma per fare questo serve un indirizzo e una strategia compatta non il solito "armiamoci e partite".