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Politica

SCENARIO/ Ostellino: Berlusconi e l'Italia "sfiduciata" di black bloc e corporazioni

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Ammettiamo pure che Berlusconi allarghi la maggioranza all’Udc e recuperi una serie di parlamentari del Fli. Si ricostituisce il centrodestra originario, che finora non è riuscito a fare le riforme. E non si capisce perché dovrebbe riuscirci adesso.

 

 

Quali sono i nodi irrisolti della politica italiana?

 

Gli stessi di tutta l’Europa, Germania esclusa. E’ in crisi lo Stato moderno, lo Stato sociale non regge più. Ci dà troppo rispetto a quello che potrebbe permettersi e ci prende troppo rispetto a quello che gli spetta.

 

 

Secondo lei chi ha impedito a Berlusconi di fare le riforme? E’ stato Fini?

 

Il problema è più profondo. Il Paese è diviso. E chi lo governa non sono le istituzioni, ma le corporazioni che hanno i loro rappresentanti nell’esecutivo e nel parlamento. Andrebbe quindi cambiata la struttura del Paese. Se gli ordini professionali impediscono o rallentano l’accesso al lavoro dei giovani, la soluzione sarebbe molto semplice: si abolisce il valore legale del titolo e a quel punto anche gli ordini professionali non hanno più ragione d’essere. Questa era una riforma semplicissima, perché non è stata fatta?

 

 

Forse perché gli ordini professionali hanno impedito che la si facesse…

 

E allora, centrodestra e centrosinistra, che cosa ci vanno a fare al governo se poi non governano? Se gli esecutivi non hanno questa capacità di direzione, e sono guidati da un burattinaio che li manovra a suo piacimento, allora non siamo più una democrazia liberale.

 

 

E chi è questo burattinaio?


COMMENTI
16/12/2010 - Come i monaci (MAURIZIO BORGHI)

E' l'eterno dilemma tra scelte di ampio respiro che tentativamente rispondono ad una logica di bene comune nel senso vero del termine e scelte a corto raggio basate sulla ricerca di minimo comun denominatore fatte a difesa di interessi 'particulari' di chi avendo o non avendo il potere partecipa sempre e comunque al gioco delle parti solo per salvaguardare il proprio metro quadro di qualsiasi colore esso sia. Questo vale sia se si tratta di decidere importanti riforme per la nazione sia se si tratta di decidere cose più banali come il tracciato di una autostrada nel proprio comune Forse anche ai tempi di Dante la situazione era così impantanata, questo tanto per dire che il peccato originale non è una invenzione dei preti. Servono uomini dal cuore grande e dalla intelligenza acuta che sappiano umilmente servire e desiderare il bene per se e gli altri. Uomini che non hanno il cuore appesantito perchè in pace, come i monaci medievali. Impavidi perchè il loro tesoro è al sicuro per sempre. Mi domando se ci sia ancora posto per loro. Se così non fosse ci aspettano tempi molto duri.

 
16/12/2010 - Meno tutto (Alberto Consorteria)

Avvocati anziani al posto dei notai, più licenze dei taxi, meno insegnanti, meno gente nell'amministrazione pubblica, meno tasse, riformare la giustizia, ecc. ecc. Ma che aspetta 'sto Governo a fare qualcosa? L'ho votato per questo, non per le leggine... Intanto i giudici romani lasciano liberi i facinorosi di Roma. E noi pagheremo per quel disastro di manifestanti impazziti. Non sono i magistrati il problema del paese, e il senso di insicirezza che gettano nelle transazioni economiche anche più elementari con la loro incapacità a decidere... no... la giustizia funziona benissimo, come dice Di Pietro, che non è in coflitto di interessi e che quando parla di magistratura è la persona meno interessata del mondo... no, il problema sapete qual'è? Berlusconi che fa le festicciole. Berlusconi, facci ste riforme, fai funzionare la macchina, se no vattene, e di che non ne sei stato capace, e lascia andar su una classe liberale più coraggiosa. Accetta il confronto nel partito, la concorrenza di Formigoni e Tremonti, e fatti da parte verso il Colle. C'è troppo bisogno di quella libertà di cui parla Ostellino, e finché tu starai lì nulla cambierà.

 
16/12/2010 - e se il problema fosse l'intervistato? (Collina Andrea)

Analisi corretta. Ma analisi sincera? Forse che uno dei motivi per cui questo governo non riesce a governare sia anche rappresentato da quelle campagne di stampa che da più o meno un anno e mezzo, ovvero da quando il Governo ha potuto iniziare realmente a lavorare (approvazioen federalismo fiscale, ddl riforma della giustizia, ecc,) si sono "misteriosamente" scatenate - come le bufere di neve di questi giorni - provocando scissioni di partiti, crisi di governo e continui ricorsi a voti di fiducia? Ma non è forse il glorioso giornale dell'intervistato, uno dei principali artefici di queste compagne di stampa? E forse non è altrettanto vero che giornali e giornalisti di questa gloriosa testata sono pagati da un ingente cartello economico finanziario che racchiude il gotha della finanza italiana e alla quale partecipa anche il gotha della finanza straniera? Del resto la soluzione proposta, una quinta repubblica alla De Gaulle, e quindi statalista, antireligiosa e nazionale, non è altro che l'espressione dei desideri di questa "corporazione dei migliori", che edita i principali giornali, affinché siano invitati nelle principali trasmissioni televisive e, pian piano influenzare la mentalità comune del popolo, affinché sia preparato ad un nuovo "polo" (forse gelido come il ghiaccio di questi giorni) al quale in questi giorni - e loro sperano nei prossimi anni - affidare anche il potere politico.

 
16/12/2010 - cosa cambiare (Stefano Montaccini)

Analisi perfetta, soluzione inefficace. Occorre che tutti ci muoviamo per chiudere gli spazi alle corporazioni e dilatare quelli di chi opera con una mentalita` sussidiaria. Tutti possiamo iniziare a pensare, giudicare, lavorare sussidiariamente.