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APPELLO/ Mario Mauro (Pdl): ora ci vuole un governo stile Ppe

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Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini (Foto Imagoeconomica)  Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini (Foto Imagoeconomica)

Si tratta di un progetto assolutamente realizzabile, anche perchè già in corso d’opera con grande successo presso il parlamento europeo: la delegazione italiana del Ppe, composta appunto da Pdl e Udc, è sempre compatta al 100% nel votare in osservanza delle indicazioni del gruppo, con una fedeltà addirittura maggiore di quella riscontrata nella Cdu tedesca. Uno scenario di questo tipo metterebbe ordine quindi anche nel dibattito culturale all’interno del più importante partito in Europa. Anche per questo dubito fortemente che possano sentirsi attratti dal “terzo polo” i deputati che si riconoscono in posizioni centriste.

 

Sottolineo infine ancora una volta come l’Udc non costituisca affatto l’unica forza politica che può rientrare nel nuovo progetto. Non dimentichiamo che il numero di parlamentari fuoriusciti dal partito di Pierferdinando Casini è tutt’altro che irrilevante: ad esempio, in Sicilia è nato il gruppo dei Popolari per l’Italia di domani i cui numeri in continuo aumento dimostrano come l’elettorato di centro preferisca di gran lunga stare dalla parte del Governo.

 

“La nobile tradizione del popolarismo europeo è una risorsa e un patrimonio di valori e di progettualità cui attingere, anche in Italia, per un rafforzamento degli equilibri istituzionali e delle comuni prospettive”: posizioni come quella dell’Onorevole Saverio Romano, leader della nuova formazione, oltre a essere perfettamente compatibili con quelle del Popolo della libertà, possono costituire un esempio positivo per chi condivide gli stessi ideali e guarda giustamente con diffidenza trasformismi e improbabili deviazioni verso sinistra.



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COMMENTI
19/12/2010 - A chi parla Mario Mauro? (GIUSEPPE LINO)

Considerando che alle ultime elezioni chi non ha nemmeno voluto sentire di parlare di coalizione o accordo sul programmo non è stato certo l'UDC mi vien spontaneo chiedermi: a chi parla Mauro? La stessa considerazione vale per la posizione in questa recente crisi provocata da FLI, alle profferte di Casini mi pare che abbia risposto: niet. Credo quindi che esista un forte ostacolo all'interno del PDL perchè si possa intravedere in Italia la possibilità di una federazione tipo PPE , e forse questo ostacolo si chiama B. abituato a decidere in solitudine o con meno "intralci" possibili.

 
18/12/2010 - Le opinioni e la Storia. (Giuseppe Crippa)

Mario Mauro definisca pure « chiaro successo politico » il voto di fiducia ottenuto dal Governo nonostante il fatto che due dei tre voti decisivi arrivino da ex Di Pietristi convertiti nelle ultime ore. Ma non addebiti al governo « tecnico » di Ciampi, che è stato in carica dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994 quanto invece è responsabilità del governo « politico » di Amato (28 giugno 1992 - 28 aprile 1993), che peraltro fece quanto possibile per arginare la grave crisi finanziaria (alimentata anche dell’irresponsabilità della Lega con il suo invito agli italiani a non comprare più titoli di stato) che giunse all’apice nella settimana dal 13 al 17 settembre 1992 con la svalutazione della lira! L’esperienza del Governo Ciampi non può quindi essere portata a supporto della tesi che le elezioni anticipate siano l’unico possibile sbocco ad una prematura fine di questo governo, anzi… Mi fa piacere che Mauro lavori all’interno del suo partito per un allargamento del sostegno al Governo ad altre forze che si rifacciano agli ideali del PPE; credo però che, invece di guardare all’esterno, debba concentrare i suoi sforzi all’interno del PdL, per fargli elaborare, nei mesi a venire, leggi condivisibili (ma eventuali nuove leggi “ad personam” – che potrebbero arrivare dopo la sentenza della Corte Costituzionale a gennaio – lo potranno mai essere?)

 
17/12/2010 - allora cosa si aspetta ? (attilio sangiani)

Non comprendo i discorsi fumosi,fatti però con cipiglio,di P.F.Casini,per giustificare l'ingiustificabile ( l'alleanza con FLI di G.Fini e Dalla Vedova )e respingere ciò che ormai appare evidente agli elettori cattolici. Se Casini provoca nuove elezioni,il suo elettorato non lo seguirà.