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LETTERA/ Volontè (Udc): tra Polo della Nazione e Berlusconi una collaborazione è possibile

Pubblicazione:venerdì 17 dicembre 2010

CasiniConvegno_R375.jpg (Foto)


Ha detto bene Bagnasco, il Parlamento democraticamente ha confermato le attese del Paese, ci vuole governabilità, necessaria per risolvere i problemi e affrontare le sfide, non certo per "tirare a campare". Il Governo ha una maggioranza e dunque governi.

Tutto ciò ha però bisogno di una premessa, al momento non chiara, perché la variabile Berlusconi, la genialità del Premier e la sua "incostanza calcolata", non ci consente di capire, pochi giorni dopo il voto parlamentare, quali siano le sue reali intenzioni ("riunire i moderati", fare il "Ppe in Italia", "allargare all'Udc", "prendere alcuni deputati di Fli", "prendere alcuni deputati di Udc").

È stata sollevata infatti anche l'intrigante idea di costruire il Ppe in Italia, idea antica e che non può essere una semplice riedizione del modello Democrazia Cristiana. Lo ha fatto recentemente il Presidente Formigoni, nei giorni scorsi il Presidente Berlusconi. Ammetto che la mia esperienza positiva alla guida del Gruppo dei Popolari europei a Strasburgo, mi sollecita una risposta sincera.

Io non posso escludere questo tragitto, ritengo che sia molto positivo lavorare sodo in questa direzione, sono certo più vicino alle ragioni del Pdl che di molti colleghi svedesi o turchi.
Tuttavia il Ppe in Italia presupporrebbe innanzitutto che i partiti che vi aderiscono debbano fondarsi sulla democraticità interna, coalizzarsi sul modello federato di Cdu-Csu tedesche e solo successivamente cercare altre alleanze.


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