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Politica

SCENARIO/ Ostellino: caro Berlusconi, per non cadere fai come De Gaulle...

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Assolutamente no, un’ipotesi come questa avrebbe un solo scopo: rappresentare tutte le corporazioni che dividono questo Paese e distribuire risorse a destra e a manca. Il fatto è che i governi di unità nazionale non hanno alcun senso in democrazia. Le “ammucchiate”, infatti, nascono nella convinzione che tutto deve essere condiviso, che ogni riforma e ogni decisione debba avere il consenso di tutti. È una menzogna: in democrazia c’è chi è contento e chi è scontento. Chi non è soddisfatto dal governo, al prossimo turno vota per l’alternativa. Questa è democrazia, tutto il resto è “papocchio”.

Se non ci fosse questo nuovo “patto” per cambiare il sistema, a suo modo di vedere la strada del voto potrebbe rappresentare il minore dei mali, magari con alcuni correttivi alla legge elettorale?

Guardi, sia che Berlusconi ottenga la fiducia, sia che non la ottenga l’instabilità governativa di cui stiamo parlando rimane. In una situazione come questa potrebbe prendere il via da un momento all’altro una speculazione internazionale sul nostro debito. Per questo dico che se la classe politica non capisce cosa c’è in gioco il Paese rischia di andare alla rovina. Date queste premesse, è evidente che nemmeno il ricorso al voto, che certo restituirebbe la sovranità al popolo, potrebbe risolverebbe il problema. Ciò che serve è un’iniziativa da vero statista, come De Gaulle ai tempi della Quinta Repubblica francese…

Ci spieghi meglio.


La Francia versava più o meno nelle nostre condizioni quando scoppiò la crisi algerina e il generale riuscì a rinnovare la Costituzione rimpiazzando un sistema politico ormai debole e inadeguato. Se si osservano le ribellioni per l’immondizia al Sud e i segnali di insofferenza di un Nord che non accetta più di dover donare per puro assistenzialismo 50 miliardi di euro all’anno, penso che non siamo poi così lontani da una situazione simile. Anzi, mi auguro che questa sia la “nostra” Algeria, aspettando la mossa di De Gaulle...

(Carlo Melato)

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COMMENTI
08/12/2010 - Nessuno mi puo' inpedire di ritardare la richiesta (antonio gigante)

CERTO....ci sono delle regole e scadenze da rispettare ed e' la democrazia che lo prevede, ma la democrazia non e' una persona e non valuta le situazioni del momento, per cui berlusconi per il bene del paese (e non dei singoli interessi politici)puo' benissimo per non creare instabilita' in tutti i settori a rimandare a tempi migliori per il paese, di chiedere le fiducie alle camere,il ritorno alle urne ci porterebbe scompiglio nelle borse e nei contatti con l'estero. Antonio

 
03/12/2010 - Citazione incompleta. (Giuseppe Crippa)

Il signor Sangiani sa benissimo che l’articolo 1 della Costituzione recita : “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Le forme ed i limiti di questo esercizio prevedono anche la sfiducia di un governo e la possibilità del Presidente della repubblica di incaricare qualcuno di formare un nuovo governo, il quale, se ottenesse la fiducia delle due Camere, sarebbe legittimo tanto quanto l’attuale. Bene ha fatto comunque ha ricordare ad Ostellino che un tentativo di modifica della Costituzione è fallito solo 5 anni fa. L’ha deciso la sovranità popolare in un referendum confermativo, non l’hanno deciso forze reazionarie ostili al cambiamento, caro Sangiani: se ne faccia una ragione per favore. Quanto al contenuto dell’intervista, mi sembra che le ragioni addotte dall’intervistato siano davvero deboli. Forse è per questo che eventuali “governi di unità nazionale” vengano definiti, in modo poco elegante, come “ammucchiate” o “papocchi”. Peccato: sono certo che Ostellino possa molto meglio argomentare le sue tesi.

 
03/12/2010 - LIBERI LUSTRASCARPE (celestino ferraro)

Può sembrare paradossale (è facilmente controllabile), ma un insipiente, saccente, aria professorale, vedovo già prima d’ammogliarsi, pontifica in Tv recuperando anni di silenzio nei quali la sua sapienza liberale non poté esprimersi al meglio. Oggi le traversie della vita gli concedono d’affacciarsi dalla Tv e ne approfitta vestendo l’ennesima gabbana del suo trasformismo politico. Non si direbbe, ha un’aria da uomo aduso a pensieri profondi, non a un trasformista che si mimetizza dietro a un perbenismo di facciata. Già alfiere pannelliano, deputato Padano, parlamentare con Berlusconi che l’accoglie fra le file del PdL senza indugi, in una crisi d’indipendenza scorpioide stende la coda e morde il Mentore che guida le schiere di centrodestra per squalificarlo in favore del suo nuovo auriga: incredibile! Qua sta il paradosso, il tradimento che viene encomiato dal nemico di ieri felice d’aver trovato un branco d’animosi fanatizzati dall’ambizione, FUOCO per la catarsi che li brucerà. Anche gli shahid sono uomini di questo tempo e, Montecitorio, di shahid, ne ha più d’uno. Mala tempora currunt per la Patria democratica, molti son quelli che si dichiarano LIBERI e non s’accorgono d’essere semplicemente dei lustrascarpe. Da un banchetto all’altro per restare lustrascarpe: cui prodest? Celestino Ferraro

 
02/12/2010 - tentativo già fatto nel 2.005 (attilio sangiani)

Caro Ostellino il tentativo "alla De Gaulle" è già stato fatto nel quinquennio 2.000 - 2.005 con la approvazione della riforma della parte II della Costituzione,poi non approvata con il referendum confermativo. Si erano coalizzate tutte le forze reazionarie al cambiamento : da Oscar Luigi Scalfaro,trasformato, per una specie di malefico sortilegio,da fiero e tenace resistente al regime radical-marxista ( a partire dalla "apertura a sinistra" del 1962 ,da lui osteggiata con Gonella,Scelba,Lucifredi,Merzagora,Martinelli,...) in docile strumento nelle mani degli ex-pc e della sinistra dossettiana DC,che ora impediscono di nuovo qualunque seria riforma. Non vedo alternativa al ricorso immediato alla sovranità popolare ( art.1° Cost.).