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SCENARIO/ Perché Napolitano ha "salvato" Berlusconi?

Pubblicazione:lunedì 20 dicembre 2010

bersani_ppiano_lavoroR375.jpg (Foto)


La linea del Cln, del Fronte popolare antifascista contro il premier,  che ancora oggi si vagheggia chiedendo, da Di Pietro a Casini, di mettere insieme tutti gli oppositori di Berlusconi può essere realizzata solo come “golpe” nel chiuso dell’aula parlamentare, al motto “chiudete le porte e spegnete le luci”. Probabilmente è questo modo di procedere “goliardico”  - senza piattaforma positiva di fronte  agli impegni economici europei e militari internazionali - che ha suscitato la preoccupazione del Quirinale. Ma  quell’agguato “a fari spenti” mettendo insieme “uomini d’ordine” e “sessantottini” contro Berlusconi è fallito e non è esportabile alla luce del sole in una campagna elettorale. Ormai, dopo i voti di fiducia provocati da Fini prima a  settembre e poi a dicembre, l’alternativa è: Berlusconi e/o elezioni. Che fare?

Le strade del Pd sono due: o allearsi con Vendola rischiando però di esserne scavalcati oppure “agganciare” il Polo della Nazione offrendogli  la premiership.  Ma Fini e Casini dopo aver fallito la spallata in seno al “Palazzo” hanno come strada obbligata quella di contestare duramente Berlusconi, però marcando le distanze dalla sinistra. La loro speranza ormai è tutta concentrata sull’andare alle elezioni con questa legge elettorale che probabilmente permetterà loro di essere determinanti al Senato e quindi di imporre un nuovo centro-destra senza più la leadership di Berlusconi. Il loro orizzonte è pertanto nettamente distinto da Di Pietro, da Vendola e anche dal Pd che va sui tetti.

Il Polo della Nazione voterà infatti la riforma universitaria della Gelmini (uno dei ministri incoraggiati da Napolitano nel suo messaggio di fine anno 2009) proprio per contrapporsi alla sinistra e ribadire l’ ambizione di Fini e Casini di “scalare” il centro-destra e di farne uscire uno nuovo dalle prossime elezioni politiche. Essi puntano alla leadership dell’area moderata e non di quella progressista considerando Berlusconi in affanno,  il Pdl in fermento, Bersani ed il Pd in stato del tutto ondivago e senza certezze su leadership e politica dei prossimi mesi.

Se il Pd rimane sempre più in uno stato sostanzialmente inerte ciò è dovuto al fatto che da più di quindici anni il suo gruppo dirigente postcomunista si è sempre più impigrito, disabituato al fare politica. Sono quindici anni che dicono che Berlusconi è finito, che si è alla vigilia di una “scossa” - da Stefania Ariosto a Ruby - e che da un momento all’altro “arrivano i nostri” e cioè i magistrati che “fanno fuori” Berlusconi e consegneranno loro il governo. 


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COMMENTI
20/12/2010 - Berlusconi salvato? Nooo, e l'Italia! (Lorenzo ROMANO)

A mio avviso, il Presidente Napolitano è intervenuto nel modo più giusto: in realtà ha sdoganato il Governo dal ricatto leghista (che rimangono gli unici ad aver perso e quindi vorrebbero nuove elezioni) e nel contempo ne consentirà un orientamento "addolcito" della sua politica finora troppo liberal capitalistica free: se Berlusconi vuole continuare a governare deve promulgare Leggi che incontrano il "favore" di Fini, Casini e Rutelli e, perché no, anche del PD se decidesse di fare qualcosa. Ciò significa che Berlusconi (Tremonti) deve prendere le distanze dalla politica UE che si è dimostrata "affamapopoli" e fin troppo inadatta alla situazione internazionale, adottando soluzioni d'interesse anche sociale per le quali tutti i leader di partito si dichiarano pronti al sostegno. Quindi, in fin dei conti chi ha vinto è l'Italia degli italiani! (Spero che la mia analisi sia corretta!) rolo7@tiscali.it

 
20/12/2010 - Presidente Partigiano? (fabio scaccia)

Per questioni di età tendo ad escluderlo,era troppo giovane.Gli ultimi partigiani sono stati pertini e scalfaro.Gli altri si son ben guardati dal fare rispettare la costituzione...troppo faticoso.In quanto all'atteggiamento di napolitano verso berlusconi,è lo stesso dall'inizio del quarto governo berlusconi e si sostanzia nel lasciargli fare(a berlusconi)tutto quello che vuole. Perciò la domanda vera, al di là delle schermaglie dialettiche ad uso e consumo di noi popolino,è: è berlusconi che ascolta napolitano o napolitano che ascolta berlusconi? Non è che non c'è nessuno in italia che non ricorda le bordate quasi giornaliere di napolitano contro il governo prodi: da marzo siamo nella stessa situazione con il governo berlusconi,avete sentito qualcoda dal quirinale? E comunque le sue analisi del buon governo berlusconiano lasciano il tempo che trovano.Tremonti è stato ministro del tesoro per 8 anni negli ultimi 10.Ci può dire(sarò buono, in cifra assoluta e non in rapporto al pil) di quanto è aumentato il debito pubblico da aprile 2001?

 
20/12/2010 - Repubblica Presidenziale ? (attilio sangiani)

Non approvata dall'elettorato la riforma semi-presidenzialistica,già approvata dal Parlamento nel 2004/5,ora in Italia si presenta il "caso eccezionale",tipo quello che si presentò a Hindenburg negli anni 29 - '32 nella Germania di Weimar. Forzando la Costituzione Hindenburg forse avrebbe evitato l'avvento del regime di Hitler,come pensò Karl Schmitt e riprese Gianfranco Miglio. Oggi Napolitano "nonsolonotaio"forza la Costituzione italiana del 1947/48,anticipando il disegno che, penso, finirà col prevalere e già approvato dal Parlamento con la maggioranza di centro-destra,Casini compreso. Così Napolitano salva l'Italia dal "caos" vero e brutale dell'accozzaglia di vecchia politica,di nuovi anarchici ( Grillo, Vendola,anarco-comunisti,centri "sociali",blak-blok,ecc. ),di ingenui velleitari,come G.Fini e Rutelli. Come ulteriore prova di quello che scrivo porto la "invasione di campo" da parte di Napolitano,che ormai detta la agenda politica del Governo,con le sue frequenti "esternazioni" in ogni materia,dalla Economia alla Scuola,alla Politica Estera,ecc. Cordialmente Sangiani