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SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi al bivio, rivoluzione "nazionale" o nuova Dc?

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Un “salto di qualità” della politica italiana. Questo è ciò di cui il Paese ha bisogno secondo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nel suo discorso natalizio di ieri ha lanciato questo appello alle alte cariche dello Stato. Un cambio di passo “decisivo” per la stabilità, per la continuità della vita Istituzionale e per la tenuta del Sistema Italia nell’attuale contesto europeo.

Il Capo dello Stato, dal canto suo, ha assicurato che continuerà ad operare «secondo regole e prassi costituzionali, tenendo conto della volontà espressa dal corpo elettorale». Parole che la maggioranza ha accolto favorevolmente, ma che, innanzitutto, invitano entrambi gli schieramenti a fare il possibile per superare la “quotidiana gara delle opposte faziosità”.

«Penso che nel centrodestra, se si vuole davvero aprire una nuova stagione politica, l’autocritica inizi ad essere necessaria - dice Marcello Veneziani a IlSussidiario.net -. A cominciare dal partito: il problema, infatti, non è che il “modello Pdl” sia fallito, ma che non sia mai nato. Le conseguenze più evidenti si sono potute registrare nel processo di selezione della classe dirigente e devo dire che questa era l’unica critica pertinente della lunga campagna di Fini contro Berlusconi. L’elenco delle colpe “politiche” potrebbe continuare, ma anche la stampa dovrebbe assumersi le proprie responsabilità».

Partendo proprio da questo spunto, pensa che in questi mesi Libero e Il Giornale abbiano inseguito La Repubblica e che la stampa in generale abbia rischiato di favorire la contrapposizione frontale?


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COMMENTI
21/12/2010 - PPE,ovvero DC Europea (attilio sangiani)

Da decenni la terminologia usata da politici e giornalisti è fuorviante e consunta. Ormai tutti si dicono "liberali" nel senso di "democratici". Ma quando si passa agli altri aspetti della ideologia,si incontrano gravi equivoci. Altro era il "liberalismo" di Benedetto Croce,ambiguo derivato dall'Idealismo tedesco,che ha alimentato i totalitarismi del secolo scorso. Altro il liberalismo di Toqueville ed anche di Luigi Einaudi. Stessa sorte ha avuto la parola "socialismo". In Italia la c.d."sinistra" è in pieno marasma culturale. Gli stessi ( o i loro figli o discepoli )che,nel '69 ,hanno messo a ferro e fuoco le piazze italiane ( si pensi a Valle Giulia ed alle severe parole di Pasolini ) esaltati dall'egualitarismo fanatico e assoluto,con il 6 o il 10 o il 27 politici,ora si esaltano con la "meritocrazia" . Gli "studenti " ( ? ) che oggi agitano le piazze non sanno nulla del passato anche recente e,men che meno,hanno letto e compreso il senso della riforma universitaria. Così si offrono come "carne da cannone" ( si diceva una volta) agli astuti e decrepiti demagoghi del radicalismo settario,chiusi nella loro casta universitaria. Ciò premesso,rimane aperta al PdL la via tracciata da Luigi Sturzo,che pone a base la "sussidiarietà" della società a favore della "persona",non dell'individuo e,ancor meno,della "massa". Meglio parlare di "popolarismo",piuttosto che di D.C. dei decenni passati,che aveva dimenticato Luigi Sturzo,deviando a sinistra statalista.

 
21/12/2010 - rivoluzione nazionale (roberto fantechi)

e bravo veneziani! dall'uomo che ha fallito su tutti i fronti della rivoluzione libearale e che della cultura non sa che farsene, dobbiamo aspettarci...cosa? a 74 anni la rivoluzione che può regalarci è quella di farsi da parte e, se avesse veramente a cuore le sorti del centrodestra, sono d'accordo con veneziani, che nomini qualcuno che lo possa pilotare verso qualcosa di moderno...ma penso che questo esuli dalle sue facoltà intellettive, lui sa vendere e basta, il fare ed il pensare gli sono sconosciuti.......saluti