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SCENARIO/ Veneziani: Berlusconi al bivio, rivoluzione "nazionale" o nuova Dc?

Pubblicazione:martedì 21 dicembre 2010

berlusconi_misuraR400.jpg (Foto)


In un clima generale di “guerra” come quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è indubbio che anche la stampa abbia imbracciato le proprie armi. Se dovessi limitarmi a indicare gli errori commessi nel mio campo dovrei dire che, abbastanza comprensibilmente, è stata inseguita una linea contrapposta, ma alla fine speculare, a La Repubblica. Ora però è il momento di dare iniziare una nuova fase: dobbiamo smilitarizzare il giornalismo italiano, smontando le macchine del fango, da qualunque parte esse provengano. Un conto è il giornalismo orientato che sa dare dignità alle posizioni delle persone, un conto è cavalcare il “Basic Instinct” del populismo mediatico…

E cosa dovrebbe fare invece Berlusconi per aprire la “nuova fase” del Popolo della Libertà?

Azzerare i vertici attuali, che hanno dimostrato di non essere all’altezza, e puntare su una soluzione unitaria. Occorre individuare una personalità politica di grande spessore in grado di esprimere un punto di condivisione tra le anime prevalenti del Pdl. È il momento di dare una nuova caratterizzazione al  partito: deve diventare il primo vero laboratorio di selezione della nuova classe dirigente sulla base del merito e della qualità. Bisogna “soltanto” individuare le energie migliori e dare loro la possibilità di esprimersi, il resto verrà di conseguenza…

Su questo si aspetta una svolta da parte del premier?


Di certo il Cavaliere dovrà forzare la sua natura e decidere che non è più il tempo di circondarsi di “mezze calzette” e “yes man”. Se saprà farlo dimostrerà di essere non solo un grande leader, ma di avere anche una lucidissima capacità di giudizio.
Certo, Berlusconi ha già sprecato un’occasione d’oro per raggiungere quest’obiettivo: quando Fini iniziò a criticare la gestione del partito avrebbe dovuto dargli ragione, spostando il conflitto sul partito ed evitando così di coinvolgere il governo. Ora che Fini è stato ridimensionato il premier ha una nuova chance: non è però il momento di recuperare i tanti buoni notabili persi per strada durante tutti questi anni, è ora di investire sui quarantenni, per intenderci, sulla “generazione Alfano”…

Una volta incassata la fiducia, il premier si ritrova tra le mani una maggioranza risicata. Meglio rinforzare lo schieramento dedicandosi al passaggio dei singoli parlamentari o trattare con Casini un allargamento più serio, ma inevitabilmente più costoso?


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COMMENTI
21/12/2010 - PPE,ovvero DC Europea (attilio sangiani)

Da decenni la terminologia usata da politici e giornalisti è fuorviante e consunta. Ormai tutti si dicono "liberali" nel senso di "democratici". Ma quando si passa agli altri aspetti della ideologia,si incontrano gravi equivoci. Altro era il "liberalismo" di Benedetto Croce,ambiguo derivato dall'Idealismo tedesco,che ha alimentato i totalitarismi del secolo scorso. Altro il liberalismo di Toqueville ed anche di Luigi Einaudi. Stessa sorte ha avuto la parola "socialismo". In Italia la c.d."sinistra" è in pieno marasma culturale. Gli stessi ( o i loro figli o discepoli )che,nel '69 ,hanno messo a ferro e fuoco le piazze italiane ( si pensi a Valle Giulia ed alle severe parole di Pasolini ) esaltati dall'egualitarismo fanatico e assoluto,con il 6 o il 10 o il 27 politici,ora si esaltano con la "meritocrazia" . Gli "studenti " ( ? ) che oggi agitano le piazze non sanno nulla del passato anche recente e,men che meno,hanno letto e compreso il senso della riforma universitaria. Così si offrono come "carne da cannone" ( si diceva una volta) agli astuti e decrepiti demagoghi del radicalismo settario,chiusi nella loro casta universitaria. Ciò premesso,rimane aperta al PdL la via tracciata da Luigi Sturzo,che pone a base la "sussidiarietà" della società a favore della "persona",non dell'individuo e,ancor meno,della "massa". Meglio parlare di "popolarismo",piuttosto che di D.C. dei decenni passati,che aveva dimenticato Luigi Sturzo,deviando a sinistra statalista.

 
21/12/2010 - rivoluzione nazionale (roberto fantechi)

e bravo veneziani! dall'uomo che ha fallito su tutti i fronti della rivoluzione libearale e che della cultura non sa che farsene, dobbiamo aspettarci...cosa? a 74 anni la rivoluzione che può regalarci è quella di farsi da parte e, se avesse veramente a cuore le sorti del centrodestra, sono d'accordo con veneziani, che nomini qualcuno che lo possa pilotare verso qualcosa di moderno...ma penso che questo esuli dalle sue facoltà intellettive, lui sa vendere e basta, il fare ed il pensare gli sono sconosciuti.......saluti